Bologna, Palladino: "Vorrei una visita di Kimi Antonelli. Mercato? Più avanti parlerò col club"
Il tecnico del Bologna Raffaele Palladino ha parlato in conferenza stampa verso la sfida contro il Parma. Queste le parole dell'allenatore rossoblù in apertura: "Ci tenevo ad aprire la conferenza, perché è doveroso, farei i complimenti a Kimi Antonelli. Un'eccellenza di Bologna, siamo tutti contenti, facciamo i complimenti a lui e al suo staff. Ci terrei che ci venisse a trovare al centro sportivo e allo stadio, giusto fare i complimenti a un grandissimo campione".
Una settimana di allenamenti dopo 3 vittorie…
"Le vittorie portano entusiasmo, energia positiva e autostima. Noi dobbiamo vivere e cavalcare queste cose, ma come ho sempre detto serve equilibrio dopo le vittorie e dopo le sconfitte. Un mese fa non eravamo scarsi, oggi non siamo diventati fenomeni. Dobbiamo essere equilibrati nei giudizi. Ci prendiamo il buono, siamo contenti, stiamo crescendo e ho buone sensazioni per il futuro. Arriveranno però sconfitte e momenti di difficoltà, anche lì dovremo essere equilibrati nelle analisi. Domani sarà una partita tosta contro un avversario che ha fatto una vittoria importante".
Che partita si aspetta e cosa si attende dall'avversario?
"Ci aspettiamo un Parma con entusiasmo, autostima. Una squadra fisica, intensa, che gioca in casa in uno stadio difficile per gli avversari. Sarà una gara delicata, mi aspetto una gara non facile, dovremo essere pronti a tutto: una buona fase offensiva, di possesso palla, ma riconoscendo quando si difenderanno bassi e quando ci verranno a prendere forte".
Dopo il Monza ha detto "il Bologna è di tutti". Ha avuto una risposta importante in un mese, quanto sente sua questa squadra? Le serviranno rinforzi in inverno?
"Il mio obiettivo era dare un'identità chiara alla squadra, sia in fase di possesso che non possesso. In un mese e mezzo abbiamo fatto grandi miglioramenti, merito dello staff e di chi lavora con me. Ho un gruppo recettivo, qualsiasi cosa vado a proporre la squadra risponde nell'immediatezza. Abbiamo cambiato tanto, in così poco tempo non me l'aspettavo, sono stati fatti passi da gigante. La cosa che mi fa ben sperare è che il gruppo segue. Per il mercato è presto, siamo molto distanti, ma dico che io credo in questo gruppo e in questi ragazzi, sono contento di loro. Poi come sapete, quando sarà il momento parlerò con la società com'è giusto che sia, io sono venuto qua per costruire e per un progetto duraturo. Ora però focalizziamoci sulle partite che mancano".
Dovbyk sarà titolare?
"Domani dovremo fare una partita giusta, tosta. Dovbyk sta lavorando con la squadra, sabato ha dato buone risposte quando è entrato. Lui e Piccoli sono a disposizione, ha lavorato col gruppo, è a disposizione anche Odgaard. Aspettiamo il rientro in gruppo di Enem, poi ci sono fuori De Silvestri e Holm".
A Parma ha segnato il 1000esimo gol della Serie A del club… Cosa ha pensato dopo Sampdoria-Parma?
"L'esperienza di Parma è stata bella e formativa, ho avuto la fortuna di stare in un gruppo di ragazzi con cui siamo ancora amici. Abbiamo legato tanto. Siamo arrivati a toccare l'Europa, poi purtroppo c'è stato il fallimento ed è stata una pagina brutta del calcio italiano, ci siamo sentiti quasi abbandonati da tutti, è stato triste vedere le persone non percepire i soldi. Un anno triste ma che a livello umano ci ha legato ancora di più".
Con i rientri di Dovbyk, Orsolini e Piccoli, viste le tre vittorie, cosa farà?
"Non è semplice, davanti siamo tanti. Quello però è compito mio, fa parte della gestione del gruppo, di creare competizione, non esistono titolari e riserve, solo l'allenamento quotidiano e ciò che dimostrano. Io la formazione la cambio ogni settimana, fermo restando l'equilibrio che ci deve sempre essere. Davanti siamo tanti, ma quando siamo tanti e siamo forti è meglio. Poi sarà compito mio far coesistere tutti".
Cosa vorrebbe migliorare?
"Vorrei migliorare la fase del palleggio e del possesso, possiamo farlo. La squadra riesce a capire quando tenere il pallone, quando giocare nell'altra metà campo, quando serve schiacciare l'avversario e quando andare verticale. E poi vorrei riempire di più l'area, voglio più gol dai quinti, dai trequartisti, dalle prime punte... Si deve alzare lo score degli attaccanti, perché tenere le partite in bilico non è positivo".
La sosta arriva nel momento sbagliato?
"Ti preoccupi sempre di chi va in Nazionale e può infortunarsi... In Nazionale si allenano poco e giocano tanto. Quelli che restano invece li ammazzo di lavoro, devono subire carichi di lavoro per migliorare la condizione fisica, ma l'avere tanti giocatori in Nazionale è merito della società. Il fermarmi in generale è una cosa positiva per migliorare".
Quanto ha aiutato Odgaard nella costruzione della manovra?
"Nelle ultime due ha fatto un grande lavoro, ha pulito tante palle sporche. Mi sta piacendo molto la sua attitudine nel ruolo, è un ragazzo applicato e generoso. Sta crescendo e deve continuare. Questa squadra era abituata a giocare con le ali aperte, ora cerchiamo di stare più dentro. La prima punta è fondamentale per il gioco".
Il Parma è diventato più scomodo…
"Loro hanno trovato un equilibrio e solidità, lo 0-3 di Bergamo la dice lunga… Hanno trovato degli automatismi, dovremo fare una partita giusta e tosta. Mi aspetto una prova di maturità. Veniamo da un periodo positivo, ma domani non sarà facile".
Per Cambiaghi seconda convocazione consecutiva…
"Ci ho parlato poco fa, gli ho detto la mia. Abbiamo avuto un confronto, gli ho detto che anche la Nazionale ha bisogno dei suoi gol, così come il Bologna. L'ho stimolato a riempire di più l'area, in questo momento devo farglielo vedere come allenatore. Ma non posso dirgli niente per come si allena e come gioca, sono sicuro che per come gioca arriverò, anche io finivo le stagioni con 2-3 gol, poi un grande maestro mi ha spiegato le cose e sono migliorato. Sono sicuro che migliorerà anche lui".
In città si è tornati a parlare d'Europa…
"Sono contento, se un mese fa me lo avessero detto non ci avrei creduto. Non dobbiamo né parlare di Europa né di salvezza, dovremo solo essere equilibrati in quello che facciamo, prendere tutto partita per partita. Dobbiamo creare la mentalità del potercela giocare con tutti, senza guardare la classifica. Non voglio smorzare i toni, sono felice ci sia entusiasmo, ma dovremo essere uniti anche nei momenti di difficoltà con equilibrio".
Bernardeschi sperava nella convocazione? Ferguson e Pobega non si tolgono dal campo?
"Federico sta facendo bene, ha grande personalità, è in fase di crescita fisica e tecnica. Lui è tranquillo e sereno, ha le spalle larghe, sa che giocando così potrà arrivare ad ambire alla Nazionale, lui come Orsolini e tanti altri della squadra. Questo deve essere il loro obiettivo. Pobega e Ferguson stanno bene, ma dietro ci sono giocatori importanti come Moro e El Azzouzi che stanno lavorando bene, meritano l'occasione".






