Elezioni AIA, il candidato presidente Pacifici: "Meno politica, più tecnica. Vogliamo unire"
A pochi giorni dalle elezioni per la presidenza dell'AIA, Carlo Pacifici racconta al Corriere dello Sport il progetto con cui sfida Francesco Massini e Narciso Pisacreta. Anche l'ex presidente avrebbe preferito arrivare a una candidatura condivisa: "Personalmente ho provato, anche con Alfredo Trentalange, a trovare una candidatura unica, non ci siamo riusciti. Bisognava mettersi attorno ad un tavolo e fare tutti un passo indietro, ma presentarsi e dire 'io faccio il presidente e tu sei a latere' non va bene". L'obiettivo dichiarato è superare le divisioni: "La mia vuole essere una candidatura per unire e non per dividere. Ci sono state tensioni, vicende personali, una certa difficoltà a garantire continuità ad una governance. Non vogliamo riaprire ferite del passato, ma chiuderle".
Pacifici: "Cambiare le regole elettorali e riportare la tecnica al centro"
Il mandato fino al 2028 impone tempi stretti e Pacifici punta su una squadra pronta a partire immediatamente: "Un progetto senza dare illusioni e questa squadra ha esperienza per poter partire subito". Il candidato apre anche al coinvolgimento di chi uscirà sconfitto dalle urne: "Ci sarà la possibilità di coinvolgere anche il candidato perdente, un modo per ricostruire quel senso di associazione che sembra non esserci più". Tra le priorità indica poi la revisione delle regole: "Bisogna cambiare le regole, soprattutto quelle elettorali, per presentare dal 2028 un'AIA più serena". E traccia la linea della propria eventuale presidenza: "Riportare la tecnica al centro. Abbiamo un settore tecnico d'eccellenza, i nostri sono in tutto il mondo: Collina, Rosetti, Irrati, Rizzoli, Valeri, Damato, Trefoloni. Meno politica, più tecnica".
Dalle sezioni alla tecnologia: "Serve equilibrio, il VAR non deve diventare una moviola"
Pacifici considera fondamentali le sezioni: "Devono tornare ad essere il punto formativo d'eccellenza. Bisogna investire, aprire le porte alle componenti federali, studiare con loro metodi per motivare i ragazzi, prevenire la violenza, incentivare reclutamento e doppio tesseramento". Sull'ipotesi di una PGMOL italiana sottolinea invece che si tratta di "un percorso che va condiviso con Uefa e Fifa, con tutte le componenti federali", precisando che "l'AIA però deve mantenere un ruolo chiave". Quanto alla tecnologia, la posizione è chiara: "Intervenire quando c'è un errore grave. Bisogna trovare un equilibrio, non deve diventare una moviola". Infine, alla domanda sul perché dovrebbe vincere sabato, risponde: "Perché abbiamo necessità di esperienza e competenza. E noi siamo una squadra esperta, credibile, la coesione è la prima cosa importante".
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