Jacobelli pessimista: "Mancini, è più facile scalare l’Everest se non cambi l’Italia"
Xavier Jacobelli, nel suo fondo di oggi per Tuttosport, ha scritto: "Dopo la durissima sconfitta con il Belgio, nel comprensibile tentativo di trovare barlumi di speranza, Roberto Mancini ha affermato: «I fischi dell’Olimpico? Sarà più bello quando arriveremo in cima all’Everest. I fischi ci stanno perché, quando perdi, i tifosi sono arrabbiati. Non tutto, però, è stato negativo, come dimostrano i venticinque minuti della ripresa». Sarà. Ma questa Italia è stata presa a pallate da un Belgio che sembrava impegnato in un allenamento, non nella prima partita ufficiale della Nations League".
Non mancano critiche alle scelte del ct: "La formazione di partenza allineava sei titolari a Zenica: Donnarumma, Mancini, Calafiori, Tonali, Barella e Kean. I reduci sono diventati otto contemplando anche Esposito e Frattesi che in Bosnia subentrarono nella ripresa. Ora, la domanda è una: perché riproporre dal primo minuto contro il Belgio il blocco affondato in casa Dzeko? Ad eccezione di Donnarumma, il peso psicologico della terza, consecutiva mancata partecipazione al Mondiale si è rivelato una zavorra insostenibile per gli altri, tutti naufragati sotto i colpi di Gots e Lukebakio, di De Bruyne formato tempi d’oro City, De Ketelaere imprendibile falso centravanti, Tielemans, Moreira e sodali".
Chiusura sottolineando la differenza tra l'Italia vista a giugno con Silvio Baldini ct e quella di sabato sera: "Gli aspetti più rilevanti dell’interim baldiniano sono stati il coraggio e lo spirito infusi a quell’Italia che ci fece sperare. Questa, bolsa e abborracciata, ci fa dannare".






