Parma, Corvi confida: "Difficile stare dietro a Suzuki. Non scorderò mai i momenti con Buffon"
Ai microfoni di Radio TV Serie A, il portiere del Parma Edoardo Corvi - sostituto di Zion Suzuki ormai all'Aston Villa - ha rilasciato un'intervista nell'avvicinamento al match contro l'Inter questo sabato a San Siro: "Sto bene, ci stiamo preparando per la prossima partita", ha esordito.
Tu sei figlio di Parma: cosa vuol dire essere un simbolo per la città e i tifosi?
"Come ho sempre detto per me è un sogno vestire questa maglia, soprattutto in Serie A. Sono partito da bambino, dal primo anno del settore giovanile, per fare tutta la trafila. Nel 2015 sembrava interrotta con il fallimento, ma ho deciso di rimanere pur sapendo che avrei riniziato da categorie inferiori. Ho sempre creduto in questa squadra e in questa città, e direi che la scelta ha dato i suoi frutti. Scendere in campo con la Curva e la propria gente dietro è indescrivibile, io mi sento a casa ed è un sogno".
Hai debuttato in B sotto gli occhi di Buffon, come è stato?
"E' stato l'idolo dei portieri della mia generazione e non solo, è uno dei miei idoli. Lo vedevo come una ispirazione, come inarrivabile. Destino vuole che l'ho ritrovato a Parma: condividere quei momenti e il campo con lui è stato un sogno. Mi ha dato tanti consigli... ho in mente una foto del mio esordio quando è corso per venire ad abbracciarmi. Sono momenti che non scorderò mai".
Chi altro hai studiato? Chi è stato una ispirazione importante?
"Io cerco di studiare un po' tutti i portieri del nostro campionato e non solo. Come movenze e impostazione della parata mi piace molto Sommer, è una macchina. Con il gioco coi piedi mi piace molto Ter Stegen, ma adesso guardo molto anche Svilar. E' uno dei portieri più forti del campionato. Cerco di imparare da tutti e rubare qualche dettaglio che può fare la differenza".
Siete un po' solitari come portieri, come la vivi in partite complicate?
"A me piace questo aspetto, sono anche io un tipo solitario e mi piace vivere le partite in lontananza. Da dietro vedi tutto, come dicevi quando ci sono le tue mani a difendere la porta salvi un gol, ma è un lavoro di squadra. Difendiamo sempre uniti, dopo ogni azione ci abbracciamo e ci diamo forza tutti insieme. E' una coesione di gruppo che stiamo creando, siamo come una famiglia. La vivo da solo ma è come se fossi sempre di fianco ai compagni".
Non so se credi nelle sliding doors, ma quando Suzuki si è fatto male hai sfruttato l'occasione?
"Io credo nel destino ma credo anche nel lavoro quotidiano, in quello che si fa tutti i giorni. Sono stato fortunato ad avere quell'occasione, ma se non sei pronto non riesci a sfruttarla. Mi devo fare i complimenti perché è difficile stare dietro e fare il secondo, ma quando tocca a te devi essere pronto. Sono stati dei bei momenti, sono state delle belle emozioni e mi ha fatto piacere viverle. Spero di continuare così".
Sulla parata su Delprato a Bologna?
"Anche quella è stata bellissima. Sullo 0-1 per noi (dopo il gol di Ordonez nel recupero, ndr) mancavano pochi minuti e un episodio del genere (deviazione di testa ravvicinata di Delprato parata da Corvi con un grande riflesso, ndr) poteva cambiare la partita e il campionato. Negli spogliatoi mi ha detto: 'Edo, chiedimi quello che vuoi che te lo darò dopo una cosa così'. L'attaccante non l'aveva presa e io ho pensato: 'la manca, siamo salvi', invece ho visto la sua testa e mi sono detto che dovevo fare qualcosa".
Poi è arrivato il rinnovo, quanto sei orgoglioso di poter diferendere questa porta per tanti anni ed essere un leader?
"E' frutto di un percorso. Per tanti anni sono stato dietro a grandi campioni, come Gigi, Chichizola o Suzuki, ma ora con il rinnovo ho un'opportunità e un senso di gratitudine incredibile. E' quello che ho sempre sognato e aspettato, sono contento di poterlo vivere".
Quest'anno tante parate importanti, da quando sei titolare è cambiato qualcosa nel lavoro quotidiano?
"La metodologia non è cambiata, con mister Pavarini e il gruppo dei portieri lavoriamo ogni giorno sul migliorarci e preparare la partita nel miglior modo possibile. Più giochi più hai esperienza e provi ad imparare da esse, quando studio gli altri portieri cerco di rubare dei dettagli e in campo provo a fare quello su cui ho lavorato in settimana e che mi viene richiesto".
Su Gilardino? Come si affronta l'Inter?
"Innanzitutto devo salutare mister Cuesta, è stato un dispiacere quello che è accaduto. Eravamo molto legati, abbiamo passato un anno e mezzo incredibile e abbiamo raggiunto il risultato richiesto. Gli faccio un grande in bocca al lupo. Ora però siamo super contenti di essere con Gilardino, è umile e un lavoratore e ci siamo subito trovati bene. Come squadra siamo disponibili a mettere in campo quello che ci viene chiesto, contro l'Inter sarà tosta e difficile e ci stiamo preparando per affrontarla. Siamo carichi e cercheremo di dare il meglio. Ci stiamo preparando".
Ti capita di dedicare una parata a qualcuno?
"No, ma mi piace enfatizzarla con una piccola esultanza per caricarmi e per dare un segnale ai miei compagni".
La tua famiglia ti aiuta?
"Sì, con loro sono molto unito. Mi aiutano a stare sereno e a vivere queste, se vuoi, pressioni in maniera positiva. Sono contento di averli al mio fianco".
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