Silvio Baldini fa sempre riflettere e sognare un altro pallone. Ma con i “lestofanti” il calcio convive per forza
TMW“Pensavo mi facessero i complimenti, invece era la Procura Federale”. Così Silvio Baldini, commissario tecnico dell’Italia Under 21, ha raccontato la mail che gli è arrivata dopo la breve esperienza alla guida della Nazionale maggiore. Quella in cui era diventato un caso nazionale anche per alcune dichiarazioni - “Il calcio è in mano ai lestofanti” - che lo portarono all’attenzione di Giuseppe Chiné: “Gli ho detto che bastava andare a controllare chi avesse più perdite che entrate, e li avrebbe trovati”.
Riflettere e sognare un calcio diverso
Nella sua intervista, Baldini ha citato Giampietro Marchetti, ex giocatore tra le altre di Atalanta e Juventus. Da dirigente, fu la mente dietro all’exploit del Piacenza negli anni ’90, con la scalata dalla Serie C alla Serie A: “Una persona onesta - ha detto Baldini - e infatti poi non ha più lavorato”. Ecco, è un pallone che ci piacerebbe vivere, quello degli onesti e anche di chi - come ha fatto lo stesso Baldini, che nella sua carriera ha vissuto anche lunghe pause e forse un percorso non all’altezza delle sue qualità - ha il coraggio di fermarsi quando non si riconosce più nel suo sport.
Però, con i “lestofanti”, purtroppo, ci si convive. In questo, il calcio è lo specchio della vita. E nella vita non tutti sono al di sopra di ogni sospetto, non tutti hanno quella bussola morale che li guida. È il bello e il brutto dell’Italia: andare avanti nonostante le magagne e in qualche caso persino grazie a esse. Difficile pretendere che sia il calcio, all’improvviso, a ergersi a faro morale del Paese. Certo, come fa Baldini, lo si può sognare. Ma poi, come ha fatto anche Baldini nel corso della sua carriera, può capitare di avere a che fare con qualche “lestofante” e di decidere di lavorarci comunque.
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