La storia di Owono: dietro alla tragedia, un portiere mai espulso. Che gioca per salvare la famiglia
TMWC’è una storia che comincia lontano dai campi della Liga, a Bata, in Guinea Equatoriale, e attraversa il mare per arrivare nei Paesi Baschi. Jesús Lázaro Owono Ngua, per tutti Chus, nasce il 1° marzo 2001 e si trasferisce in Spagna con la famiglia quando ha appena otto anni, alla ricerca di un futuro migliore. A San Sebastián impara l'euskera nella scuola Ibai Ikastola e scopre quasi per caso il ruolo che diventerà il suo mestiere: un giorno il portiere della squadra scolastica è infatti assente e lui si mette tra i pali. Comincia così un percorso che passa dall'Antiguoko alla Real Sociedad, dove si forma per quattro anni, prima dell'approdo all'Alavés nel 2016. Nel 2022 debutta in Liga, collezionando venti presenze con la prima squadra.
Il portiere che voleva solo "salvare" la sua famiglia
Ma dietro il calciatore più chiacchierato del momento, in Spagna e non solo, c'è anche un ragazzo che ha sempre sentito il peso e la responsabilità della famiglia. È il maggiore di cinque fratelli e nel 2024 raccontava di sognare un giorno di poter permettere ai genitori di smettere di lavorare e riunire tutti sotto lo stesso tetto. Nel giro della Nazionale della Guinea Equatoriale dal 2019, nel 2025 approda al FC Andorra in prestito, prima di essere acquistato a titolo definitivo nell'estate successiva. A 25 anni sembrava vivere la tappa della propria consacrazione professionale, fino appunto alla tragedia di Tenerife.
Prima di Tenerife-FC Andorra non era mai stato espulso
Il 2 novembre, lo scontro con Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, ha preceduto la morte del calciatore, avvenuta il giorno seguente. Per Owono, alla prima espulsione dopo oltre 4.000 minuti nel calcio professionistico, è cominciato un periodo drammatico. Se l'indagine giudiziaria è un atto dovuto e non equivale a una condanna, il rischio sportivo arriva fino a dodici giornate di squalifica. Sul piano penale, invece, il procuratore di Tenerife ha giudicato molto difficile l'apertura di un processo per un contatto avvenuto durante una normale azione di gioco. Resta, tuttavia, una tragedia che ha cambiato per sempre la vita di due famiglie. Quella di De Miguel e pure quella di Owono, che ha disattivato tutti i suoi profili social e si è chiuso da due giorni nel silenzio.






