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Udinese, Nani su Runjaic: “Cambiare tecnico è una scelta estrema. Prima i 40 punti”

Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 22:30Serie A
26.10.2026 22:30Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra

Ospite dei microfoni di TV12, Gian Luca Nani, Group Tecnhical Director dell’Udinese, ha fatto il punto della situazione in casa bianconera. Iniziando dalla decisione di confermare Kosta Runjaic in panchina dopo le sei sconfitte consecutive incassate nelle prime otto giornate di Serie A.

“La responsabilità è nostra, della società, quando ci sono momenti difficili è giusto far sentire la propria presenza - si legge su TuttoUdinese -. Ci metto quindi la faccia, la società è presente e ovviamente non siamo contenti come non lo è nessuno, dal mister, ai tifosi passando per i ragazzi. Dobbiamo convertire tutto questo in una situazione più positiva. C’è stata un’annata anche da 11 sconfitte di fila prima di un cambio di tecnico, ovviamente non ci auguriamo di ripeterlo, ma le sconfitte possono succedere. Contro il Lecce è stata brutta, contro Lazio e Cagliari abbiamo fatto buone gare, contro il Monza vinciamo con 3 gol in trasferta. Tranne con il Lecce la squadra ha sempre fatto la sua parte, siamo al terzo anno di lavoro e la squadra comunque ha cercato di non mollare mai, tutto questo non vuol dire che si andrà avanti a perdere a oltranza. Dobbiamo riuscire a cambiare il mindset e non è detto che cambiare il tecnico porti risultati, è una scelta estrema. Con il Milan la squadra ha comunque lottato e aggredito, poi c’è il gol subito su punizione e questi sono gli aspetti su cui c’è da lavorare”.

Gli infortunati, avete fatto valutazioni sul come mai siano così tanti?
“Penso che nel DNA di ogni manager, leader di un gruppo, ci sia l’interrogarsi sempre quando c’è qualcosa che non va. Quando ci sono così tanti infortuni, soprattutto muscolari, ci si pone delle domande. E’ sempre la performance in allenamento che poi porta alla partita, allenarsi poco o troppo porta a infortuni. Al di là degli aspetti traumatici gli infortuni muscolari portano a interrogazioni e ogni volta che succede, pur tenendo conto che succedono in tutte le squadre, facciamo investigazioni interne per capire cosa sia successo”.

L’attacco è finito sotto accusa tra infortuni e mercato, dopo l’addio di Buksa non è arrivato un sostituto effettivo.
“Posso dire perché non se ne sia preso uno, prenderne adesso uno dagli svincolati vorrebbe dire che non giocano da maggio. Per rimetterlo in forma ci andrebbero almeno due mesi, arriveresti a gennaio dove potresti avere una scelta migliore. Avevamo impostato la campagna acquisti sul 3-4-2-1, con una punta e due mezzepunte quindi. La prima punta è Davis, alle sue spalle c’è Gueye, su cui puntiamo tanto, e in ultima analisi Bayo con Zaniolo anche che può giocare lì. Con tante poi mezzepunte a disposizione. Abbiamo preferito, in una decisione collegiale, avere più scelta sulle mezzepunte, con Chakvetadze, Ekkelenkamp, Unai Gomez, Jovanovic, anche Piotrowski può giocare lì, tenendo conto che a gennaio poi si poteva fare altro. Poi ci sono stati gli infortuni di Zaniolo e Davis e puoi andare in difficoltà. Siamo comunque l’Udinese, dobbiamo essere coperti ma i giocatori devono anche avere la possibilità di giocare senza che si creino situazioni dove non ci sono spazi”.

C’è stata anche la voce, un po’ strana, su un possibile ritorno di Lucca a gennaio.
“Confermo che è una voce strana. Il Napoli ha pagato un buon prezzo per un calciatore del genere e guadagna cifre impensabili per l’Udinese, sarebbe strano se tornasse in prestito con ingaggio pagato. Tendo a escluderlo, poi nel calcio succede di tutto, ma è un’operazione che non pensiamo sia nemmeno giusto intavolare”.

Tanti tifosi dopo i 50 punti dell’anno scorso sognavano di poter alzare l’asticella.
“Sognare ci fa vivere ed è bello a volte sognare e ragionare in grande. Sono tanti anni però che faccio questo lavoro, continuo a predicare, e lo farei anche fossimo primi, che si va ad obiettivi. Il primo è arrivare a 40 punti, arriviamoci al prima possibile e poi si può parlare di alzare l’asticella. Poi se la squadra è forte io mi sento di dire di sì, anche dopo le sei sconfitte, non siamo questi. Pretendo che la squadra vada in campo consapevole che se i ragazzi sono qui è perché sono bravi, dobbiamo fermare l’emorragia di risultati e poi rimetterci in carreggiata. Ci sono anche aspetti positivi, ho visto giocare Abankwah, Palma e Miller benissimo, c’è il ritorno di Zaniolo, Davis sta ritrovando continuità. Ci sono diversi fattori che ci fanno pensare positivo. Questo poi è il momento delle critiche e giustamente i tifosi, che spendono tempo e soldi per la squadra, hanno domande. Dobbiamo girare il prima possibile questa situazione e continuare la marcia cominciata più di 30 anni fa”.

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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