Lupo: "Potenza, programmazione e continuità. Incuriosito dal talento di Limonelli"
Esclusiva TMWIl primato del Potenza nel Girone C, il momento del Bari alle prese con la contestazione, le difficoltà del Cosenza e tanti altri sono i temi affrontati da Fabio Lupo, direttore sportivo dalla lunga esperienza in Serie B e Serie C, nel corso dell'intervista concessa alla radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com.
Direttore, il Potenza è una delle sorprese del Girone C. È davvero così inatteso vederlo davanti a Bari, Catania e Salernitana?
"È una sorpresa fino a un certo punto. È chiaro che Bari, Catania e Salernitana presentino, almeno sulla carta, organici di grandissimo spessore, probabilmente superiori anche a quello del Potenza. Il primo posto dei rossoblù, però, premia innanzitutto una società che da anni lavora con serietà, programmazione e rigore economico-finanziario. Al club vanno fatti i complimenti. Dal punto di vista tecnico-tattico, inoltre, credo che la scelta di Ivan Tisci abbia garantito continuità al lavoro della squadra, già guidata da Pietro De Giorgio. È un segnale della lungimiranza della società, che in questo momento sta raccogliendo i frutti delle proprie scelte".
Passiamo al Bari, protagonista di un avvio positivo in campo nonostante la pesante contestazione della tifoseria nei confronti della proprietà. L'assenza del pubblico può paradossalmente rappresentare un vantaggio per la squadra?
"Credo che il tifoso barese, quando si trova allo stadio, possa certamente contestare, ma alla fine è anche capace di lasciarsi trascinare dalla squadra. Se vede un gruppo che gioca bene e riesce a ottenere risultati, può mettere da parte le polemiche e tornare a sostenerlo. Lo dico perché ho trascorso quattro anni a Bari da calciatore e ho imparato a conoscere il calore di questa piazza. Ogni volta che torno, ritrovo un attaccamento alla squadra che nasce dal cuore dei tifosi. Anche con cinquemila o seimila spettatori, quando il pubblico barese decide di stare vicino alla squadra, riesce a farlo in maniera davvero decisiva. Sono convinto che prima o poi i tifosi torneranno a contestare allo stadio, ma potranno anche riprendere a sostenere la squadra, che sta dando segnali importanti. Il rapporto con la proprietà è una questione, il sostegno ai calciatori un'altra".
A Cosenza, invece, la situazione resta particolarmente difficile, dentro e fuori dal campo. Dopo la prima vittoria in campionato, quale può essere l'obiettivo della squadra?
"Dal punto di vista tecnico, l'obiettivo di Federico Coppitelli e Fabio Lucioni deve essere quello di portare la squadra alla salvezza nel più breve tempo possibile. Purtroppo, la frattura tra ambiente, tifoseria, stampa e società è talmente grave da incidere inevitabilmente sul rendimento della squadra. Mi dispiace, perché, per quanto breve sia stata la mia esperienza a Cosenza, ho potuto apprezzare il calore e l'entusiasmo con cui questa tifoseria segue la propria squadra. La totale mancanza di programmazione e, a mio giudizio, l'assenza delle basi minime di conoscenza necessarie per una corretta gestione societaria, da parte della proprietà e di chi la supporta, hanno portato il Cosenza in questa situazione. È un vero peccato per la città e per la tifoseria, che non meritano di vivere una stagione del genere. Mi auguro che la situazione possa risolversi presto e che il Cosenza torni a scrivere nuove pagine della propria storia".
Nel Girone B lo Spezia e la Reggiana si sono calati rapidamente nella nuova realtà della Serie C, mentre il Pescara sta incontrando maggiori difficoltà. Ci sono margini per recuperare terreno?
"Giacomo Parigi ha dimostrato di essere una garanzia per questo campionato. Ho sempre pensato che avrebbe potuto costruirsi una carriera superiore a quella che ha avuto finora. Lo ricordo ai tempi della Primavera dell'Atalanta e, circa dieci anni fa, avrei voluto portarlo al Monopoli. L'ho sempre stimato e i suoi numeri non mi sorprendono. Sta anche realizzando gol di grande qualità tecnica. Al Pescara, però, manca in questo momento una vera identità. A mio giudizio, l'organico è di ottimo livello: ci sono calciatori come Parigi, Guccione e D'Ausilio, oltre a elementi come Pellacani in difesa e giovani interessanti quali Nardin e Morazzini. È una squadra che, per caratteristiche tecniche, può competere con le formazioni di vertice. Adesso, tuttavia, è necessario mettere momentaneamente da parte il pensiero del primo posto, perché rischia di diventare una distrazione. Il Pescara deve concentrarsi sul miglioramento delle prestazioni, sull'approccio alle partite e sull'attenzione nei momenti decisivi. Anche nell'ultima gara, una partita complicata che sembrava poter portare a casa, la squadra ha finito per perdere due punti negli ultimi minuti. Dal punto di vista della classifica il danno è relativo, ma sul piano morale episodi del genere possono pesare molto. Il distacco dallo Spezia, in particolare, appare difficile da colmare. Ritengo comunque che il Pescara abbia le qualità per risalire e diventare protagonista nella parte sinistra della classifica. Non so se riuscirà a lottare per le primissime posizioni, ma le potenzialità per disputare un campionato importante ci sono".
Il salary cap introdotto in Serie C ha modificato le strategie dei club durante l'ultima sessione di mercato?
"Onestamente, non ho notato differenze particolarmente significative. Negli ultimi anni, gran parte delle società di Serie C ha prestato attenzione al proprio equilibrio economico-finanziario, per cui questa norma non mi sembra abbia prodotto cambiamenti sostanziali nelle strategie di mercato. Personalmente, ritengo che sia stata una norma generale non corretta da introdurre, anche perché non ha determinato grandi differenze nel comportamento dei club. Chi voleva provare a vincere ha continuato a investire, come dimostrano Salernitana e Catania. Chi, invece, ha sempre seguito una politica di contenimento dei costi ha proseguito su quella strada. Le società che avevano già capito come sopravvivere nel calcio professionistico hanno continuato a lavorare secondo i propri principi, mentre altre hanno dovuto stringere ulteriormente la cinghia".
Da ex centrocampista, c'è un giocatore della Serie C che le piace particolarmente e che ritiene meritevole di un'opportunità in una categoria superiore?
"C'è un giocatore che mi incuriosisce molto fin dalla scorsa stagione ed è Carmelo Limonelli, oggi allo Spezia. Mi piacciono i calciatori duttili, capaci di giocare a calcio. Io ero duttile, anche se non so quanto sapessi giocare a calcio: ho ricoperto tanti ruoli! Battute a parte, Limonelli mi ha sempre colpito per la sua capacità di adattarsi a diverse posizioni e di trovare la soluzione giusta nelle varie situazioni di gioco. L'anno scorso, al Siracusa, ha fatto molto bene. Non a caso, l'allenatore Turati ha voluto portarlo con sé allo Spezia. Era uno dei punti di forza della squadra siciliana e, secondo me, può rappresentare una risorsa importante anche per gli aquilotti. Credo che meriterebbe un'opportunità in una categoria superiore. Mi auguro che possa arrivarci con lo Spezia oppure con un'altra squadra. Sono storie che piacciono anche alla gente: quelle di un calciatore che cresce gradualmente, migliora e riesce a conquistarsi un posto in una categoria più importante".
La Serie C ha archiviato la prima stagione con il Football Video Support. Il sistema sta migliorando anche nell'utilizzo da parte di allenatori, giocatori e staff?
"Sono sempre stato favorevole alla possibilità che sia la squadra direttamente coinvolta a chiedere la revisione dell'episodio. È un principio che condivido, un po' come accade nel tennis, dove la chiamata spetta al giocatore interessato. La prima stagione è stata di rodaggio. Quest'anno, invece, noto un leggero miglioramento da parte di chi si trova in panchina. Mi sembra che il ricorso al FVS sia meno casuale: nella passata stagione, a volte, si ricorreva alla revisione quasi come ultima speranza, mentre adesso c'è maggiore attenzione e si cerca di utilizzarla quando si ritiene che possa effettivamente emergere qualcosa da verificare. Il procedimento deve ancora essere perfezionato, ma colgo l'occasione per sottolineare che, negli ultimi due anni, ho visto miglioramenti anche nella classe arbitrale della Serie C. È evidente che, con così tante partite, gli errori possano verificarsi, ma nel complesso ritengo che ci sia stata una crescita. Anche il FVS sta contribuendo a questo percorso e mi sembra che stia migliorando sia nell'applicazione da parte delle panchine sia nella gestione da parte degli arbitri. A volte le proteste assumono toni accesi e finiscono per aumentare il lavoro del giudice sportivo, ma credo che il sistema stia comunque contribuendo a migliorare la direzione delle gare".
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