Virtus Verona, Bassi: “Mi sento una mezzala, mi ispiro a Rabiot. Playout? Non è finita”
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il centrocampista della Virtus Verona Matteo Bassi ha parlato della sua stagione, del momento della squadra e del prossimo impegno contro il Vicenza.
Sei uno dei due giocatori di movimento sempre in campo in questa Serie C. A 22 anni essere intoccabile che sensazione dà?
“Fa molto piacere perché lo staff e il mister mi hanno dato fiducia fin dalla prima giornata e io cerco di ripagarla ogni partita, in qualsiasi ruolo venga impiegato. Quest’anno ho ricoperto tante posizioni, ma non è un problema: sono abituato fin dal settore giovanile dell’Udinese. Mi metto sempre a completa disposizione”.
Se dovessi scegliere il tuo ruolo ideale?
“Quello che mi sento più cucito addosso è la mezzala, per le mie caratteristiche di inserimento e progressione palla al piede. Mi piace buttarmi nello spazio, preferisco la palla in profondità piuttosto che addosso”.
Ti ispiri a qualcuno?
“Un giocatore che mi ha sempre fatto una grande impressione è Adrien Rabiot, che quest’anno è tornato in Serie A al Milan. Già alla Juventus mi colpiva molto. Ho sempre detto di ispirarmi a lui perché rispecchia un po’ le mie caratteristiche. Ovviamente ha fatto una carriera importante, ma un passo alla volta”.
A livello personale stagione positiva, ma la Virtus è in zona playout e non vince da metà dicembre. Che spiegazione vi siete dati?
“Non mi aspettavo di essere a fine febbraio in questa posizione. Però la Serie C è un campionato insidioso, dove i dettagli fanno la differenza. Abbiamo perso diverse partite per episodi. Mancano 11 gare e c’è margine per recuperare. L’obiettivo è la salvezza: ora dobbiamo restare agganciati al treno dei play-out”.
Lunedì c’è il Vicenza capolista, che l’anno scorso perse proprio a Verona la promozione diretta. Che partita sarà?
“L’anno scorso avevano recuperato 11 punti al Padova e poi persero qui al 96’. Quest’anno li vedo più arcigni, subiscono pochissimi gol e hanno grande esperienza. Hanno perso l’ultima, ma prima avevano quasi sempre vinto in casa. È una piazza importante, con un pubblico che fa la differenza. Però ogni partita parte 0-0 e noi possiamo mettere in difficoltà chiunque”.
Che giudizio dai sull’introduzione dell’FVS in Serie C?
“Può essere un’arma a doppio taglio. Ho notato poca uniformità nelle decisioni: lo stesso episodio può essere valutato in modo diverso a distanza di una settimana. A noi è capitato di essere penalizzati in situazioni chiare. Detto questo, non è un alibi: prima analizziamo sempre i nostri errori”.
Il Girone A rispetto all’anno scorso è cambiato?
“Non ho visto grossissime differenze. L’anno scorso ho giocato meno e la percezione da fuori è diversa. Le seconde squadre come Inter e Atalanta lavorano molto bene sui giovani: l’Inter sta replicando il percorso fatto dall’Atalanta. Sono squadre piene di talento con qualche elemento di esperienza. Il livello è alto: è difficile sia contro la prima sia contro l’ultima”.
Segui anche gli altri gironi?
“Seguo molto il Girone C perché un mio grande amico, Diego Ronco, gioca al Monopoli. Ci sentiamo quasi ogni giorno e quando non giochiamo in contemporanea guardo le loro partite. Il Girone C è molto spettacolare per pubblico e piazze”.
Differenze qualitative tra Girone A e C?
“A livello di temperamento forse il Girone C ha qualcosa in più per il calore delle piazze. Qualitativamente forse leggermente meglio il Girone A. Sono aspetti che si compensano”.











