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La Juventus ha dei limiti ma adesso è una squadra

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Redazione TMW
lunedì 19 gennaio 2026, 08:14Altre Notizie
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19.01.2026 08:14Altre Notizie
FotoTUTTOmercatoWEB

La sconfitta di Cagliari rimette in gioco i limiti offensivi di una squadra che costruisce tanto ma non riesce ancora a concretizzare a dovere
La Juve è molto più squadra di qualche tempo fa. La palla gira con verticalizzazioni e situazioni ripetute, ma la velocità non compensa i numerosi sforzi. Tutto questo non basta però ancora in certe partite sporche dove le difese reggono solo per la bassa intensità nel creare spazi e nello sfruttare la mole di occasioni.
Questa squadra ha dei limiti negli ultimi venti metri dove non ha un attaccante di peso, da ultimo tocco. Gli offensivi sono più da raccordo e da attacco alla profondità, ma quasi inconcludenti quando c'è bisogno di fisicità, potenza e tiro.

La Juve non gioca male, costruisce tanto ma concretizza molto meno. Tira poco da dentro l'area e manca del tiro da fuori: un fondamentale che aiuterebbe e non poco. Ecco perché il primo rinforzo dovrebbe rispondere a questa esigenza. Siamo però alle solite: quando non si vince parte la caccia alle streghe da parte di chi nasconde la verità dietro al solo risultato. Ed un problema tutto nostro, della nostra tifoseria e di chi ha nella critica la sua forma massima di godimento. Difficile trovare un peggiore in campo. Facile invece individuare i (soliti) limiti della rosa. Le giocate non sono sbagliate, ma mancano di velocià e costanza. Additare Spalletti come responsabile per qualche discutibile scelta è cattiveria gratuita, così come pregiudizievole l'attacco a Koopmeiners: non ha demeritato ma si ritrova ad essere la valvola di sfogo di chi concepisce il calcio solo dal risultato. Fortuna per Di Gregorio che se l'è guardata dalla panchina, altrimenti quel gol preso da Perin gli sarebbe costato il doppio passaggio nel tritacarne della critica.

La sconfitta brucia ma è un risultato che non cambia nulla a livello di obiettivi. Questa è una squadra che va certamente migliorata: i limiti sono stati smussati, ma la qualità non la si modifica con una sola sequenza di vittorie. Serve un mercato fatto non tanto per avere i doppioni in rosa. Servirebbe un centrocampista dal tiro facile e un'attaccante di peso. A Spalletti verrà proposto un biennale, non è sicuramente lui il problema e forse è addirittura l'unica scelta che mette quasi tutti d'accordo per il futuro. Mateta è il profilo meno sbagliato, più che giusto, per cambiare volto all'attacco e renderlo più tosto. Chiesa potrebbe servire, ma non è la priorità e soprattutto diventerebbe un "doppione" ingombrante principalmente per Yldiz. Meglio continuare a battere sullo stesso ferro abituando la squadra a ripetere le giocate più difficli fino a renderle quasi naturali. Per sfinimento e non sempre cambiando i protagonisti più o meno azzeccati.

Fonte: ANTONIO PAOLINO per BIANCONERANEWS.IT

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