Barcellona, aveva ragione Dro: per la prima volta 2ª gara da titolare di fila con Luis Enrique
Solamente otto milioni di euro, ma lesto e agendo nell'ombra il Paris Saint-Germain ha portato via e sotto il naso del Barcellona uno dei talenti più puri della Masia (prodigiosa cantera blaugrana). In primis l'ex presidente Laporta, passando per il direttore sportivo Deco e vari scout del club catalano, riponevano enormi speranze in Dro Fernandez che ha passato tutta la sua vita nelle giovanili in attesa di avere la sua occasione tra i professionisti.
Il trequartista galiziano, classe 2008, però non ha visto il desiderio esaudirsi. Giusto un paio di chance date da Hansi Flick, tra il debutto nella Liga (28 settembre) e quello in Champions League - contro l'Olympiakos nella League Phase -, salvo poi trovare solamente 44 minuti in campionato. Nulla a che vedere con le aspirazioni di Dro, che recepite le sirene di mercato del PSG e prese informazioni sul modus operandi di Luis Enrique con i giovani talenti non ci ha pensato due volte. E dal nulla, a fine gennaio, è approdato all'ombra della Tour Eiffel in una rosa piena zeppa di campioni a soli 18 anni in cerca di maggiore spazio e visibilità. Pur sempre a stretto contatto con un progetto vincente.
Il tecnico del Paris invece è stato una garanzia. Alcuni compagni di squadra, come lui stesso ha raccontato, lo hanno descritto come "uno dei migliori allenatori in circolazione", oltre che "molto vicino ai giovani". E proprio questa sera è arrivato un nuovo segnale da Luis Enrique: dopo la maglia da titolare conquistata nella trasferta vincente contro Le Havre, anche questa sera in uno scontro ad alta tensione con il Monaco Dro Fernandez partirà dal primo minuto. Due apparizioni dall'inizio e consecutive tra i "grandi", per la prima volta in carriera. E lo spagnolo di 18 anni di certo non trascurerà il buon occhio del suo tecnico.
Già ai microfoni di Ligue 1+ di recente aveva parlato così di Luis Enrique: "Il mister dà molta fiducia ai giovani, la trasmette, dà loro libertà, e la fiducia è fondamentale per noi". E ancora: "Mi sta insegnando cose tattiche che non ha potuto approfondire con me durante l'anno perché non ero qui, ma mi concede libertà e fiducia, che è ciò che mi fa divertire in campo". Ora spetta a Dro dare seguito al sostegno ricevuto con i fatti.











