Bayern, Hoeness preoccupato per Musiala: "Non sappiamo se tornerà mai quello di prima"
Cresce la preoccupazione in casa Bayern Monaco per le condizioni di Jamal Musiala. Il talento tedesco, alle prese con problemi di salute che ne hanno condizionato la disponibilità, ha ripreso ad allenarsi con il gruppo e potrebbe tornare a disposizione dopo la sosta per le nazionali. A sollevare interrogativi sul suo recupero completo è stato però Uli Hoeness, presidente onorario del club bavarese, intervenuto ai microfoni della televisione pubblica BR. Le sue dichiarazioni lasciano emergere tutta l'incertezza sul futuro del centrocampista offensivo, che nel febbraio 2025 ha rinnovato il contratto fino al 2030, con un ingaggio di circa 25 milioni di euro a stagione.
Hoeness su Musiala: "Ha una malattia difficile da curare, non sappiamo se tornerà come prima"
Il dirigente ha parlato apertamente della situazione del nazionale tedesco, che secondo quanto riportato soffre di un disturbo neurologico funzionale con crisi di assenza: "Si trova in una situazione complicata: ha una malattia non facilmente curabile, ma che può essere tenuta sotto controllo in una certa misura con i farmaci. Tuttavia, non sappiamo se tornerà mai a giocare come prima". Hoeness ha poi affrontato anche l'aspetto contrattuale: "Continua a percepire lo stipendio, ma immaginate se il Bayern mettesse in discussione il suo contratto: le sue capacità attuali non corrispondono più a quanto previsto dal contratto stesso". Parole che evidenziano i timori del dirigente, senza che vi siano certezze sull'effettiva evoluzione delle condizioni del calciatore.
Bayern Monaco, Hoeness parla anche di Kompany: "Tornerà in panchina dopo la sosta"
Nel corso dell'intervista, Hoeness si è soffermato anche sulla situazione di Vincent Kompany, lontano dalla panchina da oltre due settimane a causa di un problema di salute legato alla meningite. "Siamo molto preoccupati, anche se non credo sia così grave. Penso si sia trattato di una brutta influenza che si è trasformata in meningite. È curabile". Il presidente onorario ha quindi sottolineato il carico di lavoro dell'allenatore belga: "È sottoposto a un forte stress. Lavora dodici ore al giorno, sei giorni alla settimana". Infine, una previsione sul rientro: "Dopo la pausa per le nazionali, tra due o tre settimane, tornerà in panchina".






