Mourinho in conferenza con 40 di febbre: "Sono stanchissimo". Poi punge il Bernabeu
José Mourinho si presenta nella sala stampa del Mestalla visibilmente debilitato, ma non rinuncia al consueto spettacolo davanti ai microfoni. "Sono stanchissimo, ho la febbre", confessa il tecnico, che scherza anche sulla possibilità di assistere a una partita di NFL: "Se domani la mia temperatura scende da 40°C a 39°C, ci vado". Nonostante le condizioni fisiche, lo Special One trova il modo di elogiare la propria squadra: "C'è stato un grande miglioramento; sono molto solidali, uniti… Questa squadra ha un buon odore". Mourinho attribuisce tutti i meriti ai calciatori, minimizzando il proprio contributo, e riserva un complimento anche all'arbitro Hernández Maeso: "L'arbitro ha fatto un lavoro fantastico".
Mourinho punge il Bernabéu e avverte le nazionali: "I miei giocatori hanno bisogno di riposare"
Non manca una frecciata all'atmosfera del Santiago Bernabéu, paragonata a quella di altri stadi spagnoli: "Il Bernabéu è una cosa, dove la gente va... pacificamente per godersi la partita, e Santander, Valencia... stadi dove la gente vuole giocare sono un'altra cosa". Il tecnico si concentra poi sulla gestione dei calciatori durante la sosta internazionale, lanciando un appello ai commissari tecnici: "Questi ragazzi, in questo momento, non possono lavorare. Questi ragazzi, in questo momento, hanno bisogno di riposare". Mourinho sottolinea il peso della recente maratona di partite e trasferte, chiedendo particolare attenzione al recupero fisico dei suoi giocatori.
Mourinho da record nella Liga: "Il 77% di vittorie? Dobbiamo vincere la prossima partita"
In conferenza arriva anche una statistica significativa: con 97 vittorie in 126 partite di Liga, considerando le due esperienze nel campionato spagnolo, Mourinho raggiunge una percentuale di successi del 77%, la più alta tra gli allenatori con almeno 100 presenze nella competizione. Un primato che lo rende orgoglioso, senza però distoglierlo dal presente: "In questa vita, anche i numeri più belli, quelli che hanno un significato... la gente li dimentica. E noi non ci nutriamo dei numeri passati, ci nutriamo del presente". La conclusione è perfettamente in linea con la sua mentalità: "Dobbiamo vincere la prossima".






