Caso Vinicius, Farioli cita la figlia: "Crescere in mezzo a culture diverse è un privilegio"
Alla vigilia della sfida di campionato contro il Rio Ave, il tema caldo in casa Porto non è stato solo il campo. In conferenza stampa, Francesco Farioli è stato sollecitato sul caso Gianluca Prestianni e sulle richieste di chiarimento avanzate dal club alla Lega e alla Federcalcio portoghese.
L’allenatore italiano ha scelto un registro personale e profondo: “In questi giorni ho visto molte analisi e commenti diversi. È normale quando si parla di un caso internazionale, ma non sono qui per fare una masterclass”. Farioli ha poi richiamato la propria esperienza: “Ho allenato in sei Paesi e so cosa significhi essere stranieri. Nel mio staff convivono sette passaporti diversi, sono molto aperto alla diversità”.
Il passaggio più significativo riguarda però la sfera privata: “Mia figlia maggiore frequenta una scuola internazionale. Cresce circondata da culture e colori diversi e, a tre anni, questa è un’opportunità incredibile. Io ho scoperto tutto questo a 25 anni: immaginate che vantaggio avrà nella vita”. Da qui la riflessione finale: “Essere nel 2026 ed essere ancora giudicati per il colore della pelle o per la religione è un peccato. Dovremmo usare le nostre energie in modo migliore”. Un messaggio che va oltre il calcio e chiama in causa responsabilità e consapevolezza collettiva.











