Insulti e un maiale dagli spalti, Figo ricorda quel Barcellona-Real Madrid: “Clima irrespirabile”
Ci sono ferite che il tempo non cancella, soprattutto quando il calcio diventa teatro di tensioni estreme. Luis Figo lo sa bene e, a distanza di anni, è tornato a parlare del suo discusso ritorno al Camp Nou nel novembre 2002, dopo il clamoroso passaggio dal Barcellona al Real Madrid.
Ospite del podcast The Obi One di Obi Mikel, il portoghese ha rievocato una serata rimasta nella storia: insulti, fischi e persino una testa di maiale lanciata dagli spalti. “Ero ovviamente al centro dell’attenzione per quello che era successo, ma non fu spiacevole solo per me: anche la squadra ne risentì. Non era un’atmosfera adatta per giocare a calcio”, ha spiegato. “Dovemmo fermare la partita e poi ricominciare. Il campo era pieno di oggetti. È storia, ma tutto questo fu alimentato dalla stampa di Barcellona”.
Figo ha ammesso anche un errore di comunicazione: “Ho sbagliato a dire che non avrei mai firmato per il Real Madrid. Da lì la palla di neve è diventata enorme, impossibile fermarla”. Oggi impegnato con la UEFA, l’ex Pallone d’Oro ha poi svelato un retroscena di mercato: “Prima dell’Inter avrei potuto firmare per il Liverpool di Benítez. Lo United o il City? Mai state opzioni”.
Infine, parole al miele per Ronaldo Nazario: “Era talento puro. Anche dopo gli infortuni, al Real Madrid, la qualità restava intatta. Per me, il miglior finalizzatore del mondo”.











