Chelsea, la sfida di Rosenior è complicata: malcontento tra i tifosi e gruppo fragile
Liam Rosenior ha potuto misurare tutta la portata della sfida che lo attende sulla panchina del Chelsea, assistendo ieri sera alla sconfitta per 2-1 contro il Fulham a Craven Cottage. Prima della partita, il tecnico di 41 anni aveva dichiarato a Sky Sports: "Il mio obiettivo non è solo allenare il Chelsea, ma farlo vincere. Questo è il messaggio che ho dato ai giocatori fin dal mio arrivo".
La situazione non potrebbe essere più complessa: i Blues hanno collezionato il quinto risultato negativo consecutivo in Premier League e sono scivolati all’ottavo posto. Ma al di là del punteggio, ciò che preoccupa maggiormente è l’atteggiamento della squadra e l’indisciplina di alcuni giocatori. Già al 22’ Marc Cucurella è stato espulso per un fallo evidente: si tratta del settimo cartellino rosso stagionale del Chelsea in tutte le competizioni, quattro in più di qualsiasi altra squadra di Premier League, avvicinandosi al record storico del club.
Il compito di Rosenior non è solo tecnico, ma anche mentale: il nuovo allenatore dovrà ricompattare un gruppo psicologicamente fragile e riconquistare la fiducia dei tifosi. I sostenitori hanno espresso il loro malcontento con cori e striscioni contro i proprietari, in particolare Eghbali, presente sugli spalti. Tra le scritte si leggeva: "Non ci importa di Clearlake, ci importa solo del Chelsea FC. Fuori BlueCo, Eghbali vattene". Una sfida sotto pressione, che mette già in evidenza quanto il lavoro di Rosenior andrà oltre il campo: recuperare disciplina, concentrazione e il rapporto con i tifosi sarà fondamentale per invertire la rotta dei londinesi.











