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Keylor Navas: "Pregavo che mia figlia non volesse la bicicletta, non arrivavo a fine mese"

Keylor Navas: "Pregavo che mia figlia non volesse la bicicletta, non arrivavo a fine mese"TUTTO mercato WEB
© foto di Getty/Uefa/Image Sport
Oggi alle 12:42Calcio estero
Michele Pavese

Dopo nove stagioni ai vertici del calcio mondiale, tra Real Madrid e PSG, per Keylor Navas il denaro non è più un problema. Ma non è sempre stato così. In un’intervista al quotidiano spagnolo AS, il portiere costaricano ha ricordato le difficoltà economiche dei primi anni in Europa, quando il suo stipendio spesso non bastava a coprire le spese mensili, e un episodio con la figlia che è rimasto impresso nella sua memoria.

"Dieci giorni prima della fine del mese avevamo quasi il conto a zero. Vivevo con mia moglie e mia figlia Dani. Un giorno, per il suo compleanno, siamo andati in un negozio di giocattoli e le abbiamo chiesto cosa volesse. Io e mia moglie speravamo che non scegliesse la bicicletta, perché non ce la saremmo potuta permettere. Per fortuna non le piaceva molto. Il club, l’Albacete, era in procedura di insolvenza e lo stipendio era ridotto. Bastava a pagare l’affitto e comprare da mangiare, e poco altro. Verso la fine del mese dovevamo ricorrere alla carta di credito di mia moglie per le necessità di base", ha raccontato, riferendosi alla stagione 2009/10, la prima in Europa.

La retrocessione dell’Albacete, il trasferimento al Levante e il Mondiale 2014 hanno cambiato radicalmente il percorso di Navas. "Dopo il Mondiale è arrivato tutto ciò che avevo sognato: proposte con grandi miglioramenti economici, voli, casa, auto. Non capivo perché il Levante non volesse lasciarmi accettare le offerte. Alla fine, Quico Catalán mi disse di fidarmi: aveva parlato con Florentino Pérez e avrei potuto andare al Real Madrid se lo avessi voluto. In quel momento ho detto subito sì".

Oggi al Pumas in Messico, Navas vanta un palmarès sterminato: 3 Champions League, 4 Mondiali per club, titoli in Spagna e Francia e successi in Costa Rica. È stato eletto miglior portiere UEFA 2017/18 e due volte nel team dell’anno della Ligue 1. Una carriera che dalla precarietà economica iniziale lo ha portato a diventare uno dei più forti al mondo tra i pali.

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