Mourinho: "Tornare a Madrid è stato speciale, erano stati tre anni del valore di trenta"
"Quando ho saputo che il Real mi voleva? Di solito si parte dal contatto e poi iniziano i rumours. Qualcuno si lascia sfuggire qualcosa da una parte, o dall’altra, la voce si alimenta di conseguenza". Inizia così la lunga intervista di José Mourinho al Corriere delle Sport. Lo Special One prosegue parlando del suo ritorno a Madrid: "Nel mio caso è successo esattamente il contrario. I rumours hanno preceduto i contatti. Allenavo il Benfica, felice, è un club speciale per me. Ero a dieci minuti da casa, non mi succedeva da vent’anni. Il club aveva bisogno di fare un salto. Pensavo che sarei rimasto per tutta la durata del contratto. Tre anni".
Un nuovo ciclo al Real che non credeva fosse possibile: "Ho pensato che fossero solo voci. Il Real Madrid aveva cambiato l’allenatore a metà stagione, era entrato Arbeloa. Le cose non andavano bene, però nessuno aveva parlato con me... Il mio rapporto con il Real è nato tredici anni fa. Siamo rimasti in contatto anche dopo che me ne sono andato. C’è amicizia, siamo legatissimi. Quando Carlo era qui, il nostro rapporto non autorizzava sospetti, Carlo sapeva che gli sono amico e del mio legame col presidente Florentino, non aveva niente da temere".
In chiusura: "Tornare a Madrid è stato speciale perché erano stati tre anni del valore di trenta, un periodo significativo per più di una ragione". Riguardo a come il club tratti i suoi grandi ex giocatori, dice: "Penso che il Real Madrid si distingua anche per la sua classe. Il presidente, l’amministrazione, gli ambassador, questo è un club che coltiva il proprio patrimonio tecnico e umano, ovviamente se si tratta di gente che lo merita. Però è impossibile che un club apra la porta a tutte le vecchie glorie".
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