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Pascal Ferré: "Lewandowski non mi ha mai perdonato il Pallone d'Oro 2020 annullato"

Michele Pavese
autore
Michele Pavese
Oggi alle 13:26Calcio estero
03.11.2026 13:26Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

A sei anni dall'annullamento dell'edizione 2020 del Pallone d'Oro, Robert Lewandowski non avrebbe ancora digerito quella decisione. A raccontarlo è Pascal Ferré, storico direttore di France Football ed ex responsabile del premio, che in un'intervista a Le Vestiaire ha svelato il risentimento dell'attaccante polacco, grande favorito per la vittoria in quell'edizione poi cancellata a causa della pandemia di Covid-19: ""Il momento più difficile è stato sicuramente il 2020, quando abbiamo dovuto annullare il Pallone d'Oro. Ritenevamo che non ci fossero le condizioni di equità necessarie", ha spiegato Ferré, ricordando come il calcio fosse stato profondamente condizionato dall'emergenza sanitaria e dalle competizioni disputate a porte chiuse.

L'ex direttore ha raccontato di aver telefonato personalmente a Lewandowski per comunicargli la decisione: "Lo chiamai perché stava dominando il calcio europeo, ma non capì fino in fondo quella scelta". Una delusione che, secondo Ferré, si è trasformata in un rancore duraturo. "Negli anni successivi, quando ci incontravamo, mi diceva sempre: 'Ecco l'uomo che non ha mai voluto darmi un Pallone d'Oro'". Nel 2020 Lewandowski aveva trascinato il Bayern Monaco alla conquista di Champions League, Bundesliga e Coppa di Germania, chiudendo la stagione con numeri straordinari: 55 gol e 10 assist in 47 partite, oltre al titolo di capocannoniere sia del campionato tedesco sia della Champions. Un rendimento che lo rendeva il grande favorito per il riconoscimento individuale.

L'anno successivo il centravanti polacco sfiorò comunque il trofeo, classificandosi al secondo posto alle spalle di Lionel Messi. Un risultato che, però, non è mai riuscito a cancellare l'amarezza per quel Pallone d'Oro mai assegnato.

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