Ratcliffe mette in imbarazzo lo United. Le frasi sui migranti possono costare care
Circa dieci giorni fa, Jim Ratcliffe ha scatenato un acceso dibattito nel Regno Unito con dichiarazioni destinate a far rumore. Il proprietario del Manchester United aveva parlato apertamente di immigrazione e welfare, sostenendo che il Paese sarebbe stato "colonizzato" e che l’aumento della popolazione - da 58 a 70 milioni di abitanti in pochi anni - rappresenterebbe un peso economico insostenibile. Parole che hanno immediatamente provocato una bufera mediatica e politica.
Lo stesso Man' United ha preso le distanze con un comunicato ufficiale, cercando di arginare le polemiche e proteggere la propria immagine. Anche lo spogliatoio sarebbe rimasto turbato dalle esternazioni del miliardario, mentre il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito le frasi "offensive e fuori luogo", invitando Ratcliffe a porgere le proprie scuse. Scuse che sono arrivate poco dopo, con l’imprenditore che ha parlato di "scelta di parole infelice", pur ribadendo la necessità di una gestione controllata dei flussi migratori.
Secondo quanto riportato dal Daily Mirror, le conseguenze potrebbero estendersi ben oltre il piano politico. Il Manchester United teme ripercussioni economiche significative, in particolare sul fronte delle sponsorizzazioni. Il club è ancora alla ricerca di un partner per le divise da allenamento e dovrà presto rinnovare anche l’accordo per lo sponsor sulle maniche delle maglie. La proprietà Glazer avrebbe espresso preoccupazione per l’impatto reputazionale dell’intervista, consapevole che l’immagine del brand rappresenta un asset fondamentale nei rapporti commerciali globali.











