Real, l'ombra di Mourinho. Ora la sfida in Champions, ma può liberarsi per tornare a Madrid
A fine gennaio, José Mourinho ha scatenato una vera e propria tempesta attorno al Real Madrid. In quel momento delicatissimo, Alvaro Arbeloa si muoveva su un terreno minato: lo spogliatoio era ancora scosso dall’addio di Xabi Alonso, la tifoseria nervosa e la squadra reduce dall’eliminazione contro l’Albacete. Senza identità di gioco e con la pressione alle stelle, la sfida di Champions contro il Benfica è arrivata come un esame di maturità per il nuovo tecnico. E dall’altra parte c’era il maestro, che gli ha dato una bella lezione tattica.
L’eredità di Mourinho al Madrid resta pesante, per il segno lasciato su Florentino Pérez e su una parte dell’ambiente. In una fase in cui lo spogliatoio sembra avere un peso crescente sulle scelte tecniche, l’ipotesi di un ritorno dello Special One torna a serpeggiare. Anche perché esiste una clausola poco nota: Mourinho può liberarsi senza penali nei dieci giorni successivi all’ultima partita stagionale. Una finestra che renderebbe l’operazione sorprendentemente semplice.
A Lisbona, Mourinho sta bene: è vicino alla famiglia e lavora in un contesto che sente suo. La federazione portoghese, invece, non lo vede come CT dopo il Mondiale, ritenendo la sua figura troppo ingombrante. L’idea è continuare col Benfica, costruendo una squadra su misura. Ma una chiamata del Madrid potrebbe ribaltare tutto. I contatti con Florentino sono stati rari negli ultimi anni, ma il destino li rimetterà faccia a faccia nel playoff di Champions. L’ombra del maestro torna a incombere sull’allievo.











