Alex Ferguson rievoca l'emorragia cerebrale del 2018: "Se mia moglie non fosse stata lì..."
In "Games of my life", il nuovo libro dell'iconico ex leggendario manager del Manchester United Alex Ferguson, proprio l'84enne ha ripercorso delle date simboliche nella sua carriera da allenatore. The Times ne ha pubblicato diversi estratti, ma uno in particolare ha svelato il passaggio che racconta la giornata del 5 maggio 2018, quando lo scozzese è stato vittima di un'emorragia cerebrale nella sua abitazione.
Il racconto
"Tutto ha iniziato a farsi buio verso le 7 del mattino. È stato in quel momento che mi sono alzato, preso da un mal di testa atroce che mi aveva impedito di dormire per quasi tutta la notte, e che mi sono subito accasciato contro una scarpiera. Ho ritrovato la luce solo 24 ore dopo, quando mi sono svegliato al Salford Royal Hospital", scrive Ferguson. "Tra il 75 e l'85% delle persone di età superiore ai 60 anni che subiscono un incidente come il mio ne muoiono", ma che per lui la salvezza è arrivata da sua moglie Cathy.
L'eroina
Ferguson la racconta così: "Sono sopravvissuto perché mia moglie si trovava di sotto quando ha sentito tutte le scarpe cadere rimbombando dalla scarpiera sul parquet del piano superiore. Se non fosse stata lì, l'Arbitro del Cielo avrebbe forse fischiato la fine della partita per me". La convalescenza è stata lunga, probante ma sana, fino al suo tanto atteso ritorno tra gli spalti di Old Trafford, il 22 settembre.
Il ritorno a casa
"L'accoglienza che mi hanno riservato gli spettatori a Old Trafford quel giorno ha contato per me più di qualsiasi cosa io abbia mai vissuto, più di quando ero ad Aberdeen dopo la nostra vittoria in Coppa delle Coppe, più delle diverse sfilate sotto i coriandoli quando allenavo l'United, più ancora che alla fine dell'ultima partita della mia carriera", ha detto Sir Alex. "Avevo la sensazione di essere accolto come se fossi tornato dal mondo dei morti. Un momento straordinario".






