Tebas: "Non vieteremo la bandiere palestinesi. Lo sport deve andare avanti anche se è dura"
"Non vieteremo l’ingresso delle bandiere palestinesi, ma vogliamo che l’evento sportivo si sviluppi con tranquillità". Così Javier Tebas, presidente de LaLiga, ha risposto alle domande dei giornalisti in merito alle proteste che hanno interessato alcune tappe della Vuelta di Spagna, prima di partecipare a un evento a Valladolid.
Tebas ha precisato che "tutto ciò che rientra nell’ordine e non interrompe nulla va rispettato, ma quando si ferma una competizione o una corsa è un’altra questione". Per il numero uno del calcio spagnolo, "lo sport deve andare avanti". Parlando della situazione in Palestina, Tebas ha riconosciuto che si tratta di "una realtà difficile e dura". Alla domanda su possibili partite europee tra club spagnoli e israeliani, ha ricordato che LaLiga non è l’organizzatrice di tali competizioni e che, in quel caso, sarà l’ente competente a decidere.
"Si tratterà comunque di decisioni complicate", ha ammesso, sottolineando il carattere delicato di un eventuale incrocio con squadre israeliane. Le parole di Tebas arrivano in un contesto in cui il dibattito sull’intreccio tra sport e geopolitica è sempre più acceso. L’equilibrio tra libertà di espressione e tutela della normalità delle competizioni rimane un terreno delicato, che LaLiga intende affrontare con prudenza.











