Zero assoluto in Champions. Il Real vince e prende fiducia, ma Vinicius è sempre più un caso
TMWIl Real Madrid continua a vincere, ma c'è una nota stonata che ormai non può più essere ignorata. Nella macchina perfetta costruita da José Mourinho negli ultimi 26 giorni, capace di infilare sette successi consecutivi tra Liga e Champions League, Vinicius Junior fatica ancora a ritrovare il ruolo da protagonista. Il brasiliano è tornato titolare nella sfida contro l'AEK, ma anche in Grecia non è riuscito a lasciare il segno.
Numeri mai così bassi e concorrenza spietata
Numeri alla mano, la crisi dell'esterno del Real è evidente: appena un gol e 3 assist in 12 presenze stagionali (tutti in campionato), un rendimento lontanissimo dagli standard che lo avevano portato a essere uno dei giocatori più decisivi al mondo e a sfiorare il Pallone d'Oro. Ad Atene ha giocato 81 minuti senza sussulti, mentre continua a crescere la concorrenza di Guler e Diomandé, ormai sempre più convincenti e protagonisti nelle gerarchie offensive dei Blancos. In Champions l'allarme suona forte: 0 contributi decisivi in 4 partite, nonostante nelle ultime tre partite abbia beneficiato del "riposo" conseguente alla squalifica rimediata contro il Villarreal.
Pazienza quasi finita
Mourinho ha provato a proteggerlo, giudicando positiva la sua prova, ma senza nascondere che non si è visto un Vinicius straordinario. Il problema non è soltanto il momento negativo, ma il contesto, perché al Real Madrid il talento non basta: servono personalità, continuità e capacità di reggere la pressione. Vinicius lo sa bene: al Bernabeu, quando le prestazioni non arrivano, gli applausi si trasformano rapidamente in fischi, per tutti. Il Real di Mourinho corre veloce e non può aspettare, non può avere ancora pazienza; il rischio, per Vinicius, è quello di restare indietro.






