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Sette vittorie in 26 giorni per cancellare i dubbi. Mourinho ha trasformato la pressione in energia

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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 09:56Calcio estero
05.11.2026 09:56Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com

Ventisei giorni da macchina perfetta. Il Real Madrid ha cambiato volto dopo la sosta per le Nazionali e si è trasformato in una squadra praticamente inarrestabile: sette partite, sette vittorie, quattro in Liga e tre in Champions League. Un percorso netto che ha restituito fiducia, entusiasmo e soprattutto la sensazione di una squadra tornata padrona del proprio destino.

Il successo contro l’AEK Atene ha rappresentato l’ennesima conferma di un momento straordinario. Una partita complicata, perché il Real ha dovuto rimontare due volte, ma vinta ancora una volta grazie alla qualità dei suoi uomini e alla convinzione maturata nelle ultime settimane. Il gol al 92’ di Federico Valverde è stato il simbolo di una squadra che oggi non sembra mai davvero fuori dalla partita, che ci crede sempre. Quella arrivata alla sosta, invece, era una squadra fragile, reduce dalla seconda sconfitta stagionale e con diversi interrogativi sul progetto di José Mourinho. Il k.o. nel derby aveva lasciato dubbi sulla capacità del gruppo di reggere la pressione e sulla continuità del rendimento. In meno di un mese, però, lo scenario è completamente cambiato.

Dalla crisi alla rincorsa

In campionato il Real ha infilato quattro successi consecutivi, compreso il colpo al Camp Nou contro il Barcellona, risultato che ha riaperto la corsa al titolo. In Champions League, invece, tre vittorie hanno praticamente garantito un posto ai playoff e avvicinato l'obiettivo dichiarato: entrare per la prima volta nella top 8 della fase campionato. Una trasformazione arrivata attraverso una maggiore solidità, soprattutto a livello mentale. Il Real di Mourinho non sempre domina, ma oggi ha una caratteristica fondamentale per una grande squadra: sa vincere in ogni situazione, anche la più disperata. La Roma ne sa qualcosa.

Bellingham e Valverde trascinano il nuovo Real

Tra i protagonisti di questo momento d'oro, oltre a Kylian Mbappé (16 gol in 15 partite), c’è sicuramente Jude Bellingham. L’inglese è tornato a essere un riferimento, molto vicino a quello che era stato nella straordinaria prima stagione alla corte di Carlo Ancelotti. Al suo fianco sta crescendo il peso di Federico Valverde, autore del gol vittoria contro l’AEK e sempre più centrale negli equilibri del centrocampo madridista (e non solo). L’uruguaiano rappresenta perfettamente l’identità richiesta da Mourinho: intensità, duttilità, sacrificio e capacità di incidere nei momenti che contano. E poi c'è lo Special One: dicevano che fosse "bollito", qualcuno parlava già di esonero, ma ha risposto alla grande: nessuna polemica, nessuna rivoluzione improvvisa. Ha lavorato sulle certezze della squadra, le ha trasmesso fiducia e ha trasformato la pressione in energia, come solo lui sa fare.

Adesso bisogna completare il percorso perfetto. Dopo sette vittorie consecutive resta soltanto la sfida contro il Valencia al Mestalla prima della nuova sosta: Una cosa è certa: la risposta ai dubbi di inizio stagione c'è stata, il progetto Mourinho ha superato il primo momento difficile. Il Real Madrid ha cominciato a correre.

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