Oltre il PSG resta il deserto. Il talento non basta, i club francesi fanno solo figuracce
TMWIl clamoroso 9-1 rifilato dal Como al Lens non è stato soltanto una delle pagine più nere nella storia europea di un club francese. È stato anche il riflesso di un problema che il calcio transalpino si porta dietro da anni: una produzione inesauribile di talenti, ma una difficoltà evidente nel trasformare questa ricchezza in squadre realmente competitive ai massimi livelli.
Il vuoto oltre il PSG
La Francia è una delle più grandi fabbriche di calciatori del mondo. Il sistema dei vivai, i centri di formazione e il lavoro sui giovani consentono alla nazionale il lusso di schierare quasi tre formazioni di livello assoluto, con una quantità di alternative che poche altre selezioni possono vantare. Ma quando si parla di club, il discorso cambia radicalmente. Tolto il Paris Saint-Germain, presenza stabile tra le grandi d’Europa, nessuna società francese è riuscita negli ultimi anni a costruire un percorso di continuità nelle competizioni europee. E nessun altro, a parte l'Olympique Marsiglia, ha mai conquistato un trofeo continentale.
Formazione, crescita e poi addio
Lione, Marsiglia, Lilla, Rennes, Nizza, Strasburgo e lo stesso Lens hanno rappresentato realtà ambiziose, capaci di crescere, valorizzare giocatori e ottenere risultati importanti in patria. Ma sul palcoscenico europeo hanno spesso pagato il confronto con club economicamente più forti e con maggiore stabilità progettuale. L'umiliazione del Lens contro il Como è solo l’ultimo episodio di una difficoltà ormai evidente. È anche vero che il calcio francese continua a sfornare giocatori di altissimo livello, ma spesso non riesce a trattenerli abbastanza a lungo per costruire squadre vincenti; i migliori talenti vengono scoperti, valorizzati e poi ceduti ai grandi club. La Ligue 1 è diventata una straordinaria palestra di crescita, ma è sempre il punto di partenza.
È successo con il Lione, che dopo anni da protagonista ha perso progressivamente il suo peso internazionale; con il Marsiglia, incapace di tornare stabilmente ai vertici; con il Lilla, campione di Francia nel 2021 ma costretto a ricostruire continuamente; con il Rennes e il Monaco, due delle migliori realtà nella formazione dei giovani; e ora anche con il Lens, protagonista di una crescita importante ma distrutto in una notte da incubo. Quello che manca è la forza dei club di trasformare la ricchezza in potere: il PSG ha i mezzi per competere con le grandi, gli altri spesso vengono travolti.






