Derby d’Italia e distanze. Il Corriere dello Sport in apertura: "Juve, 3 da Inter"
“Juve, 3 da Inter”. Così apre il Corriere dello Sport, fotografando un divario che non si misura soltanto nei tre punti che separano le due squadre nell’immediato confronto, ma nei 12 di distacco in classifica e nei 60 complessivi accumulati dall’Inter sulla Juventus a partire dalla stagione 2021/22. Un solco profondo, costruito nel tempo.
Il campo, secondo l’analisi proposta, è lo specchio delle strategie societarie. L’Inter ha avviato un ciclo solido con Marotta, sostenuto dal lavoro di Inzaghi e dai premi Uefa generati dalle due finali di Champions, oltre allo scudetto della seconda stella, due Coppe Italia e tre Supercoppe italiane. La Juventus, nel frattempo, tra cambi dirigenziali e tecnici, ha fatto registrare un passivo di 256 milioni sul mercato, contro il saldo positivo di 72 milioni dei nerazzurri, abili a valorizzare anche parametri zero di lusso come Thuram e Calhanoglu.
Il confronto tra gli undici è netto: solo Bremer, Khephren Thuram e Yildiz troverebbero spazio da titolari nell’Inter. McKennie potrebbe contendere il posto a Barella, ma Locatelli resta distante dai livelli di Calhanoglu. Meglio Dimarco di Cambiaso, Sommer di Di Gregorio, Dumfries più completo di Conceiçao. Otto ruoli su undici pendono dalla parte nerazzurra, così come la profondità della panchina.
Sulla carta non c’è partita. In novanta minuti, però, il verdetto può ancora essere rimesso in discussione.











