Atalanta, obiettivo formare nuovi leader: chi può guidare questo gruppo?
“Una direzione diversa dal passato, ma altrettanto chiara e competitiva”. L’Atalanta del duo Giuntoli-Sarri si era presentata così in estate a testimoniare l’inizio di un nuovo ciclo al netto di certi ruoli. Tuttavia sebbene il cambiamento sia la legge della vita anche nel calcio (e che va a toccare pure la Dea), dall’altra parte c’è l’aspetto che riguarda la personalità e il carattere del gruppo: all'interno del quale devono esserci dei leader in grado non soltanto di rappresentare l’intera squadra, ma anche di aiutare lo stesso mister. È chiaro però che i nuovi stravolgimenti, dovuti anche al mercato, abbiano influenzato questo aspetto portando a una valutazione complessiva dell’intera rosa.
La fine di un ciclo importante
L’ultima campagna acquisti dell’Atalanta non è stata sicuramente priva di sorprese, andando a toccare quella che era la vecchia guardia: un effetto collaterale abbastanza normale quando certe pedine raggiungono una determinata età ed è necessario portare freschezza, sebbene nel mezzo ci sia stata la perdita di giocatori di un certo peso morale. Certo, è chiaro che verso la fine dello scorso anno si parlasse di rinnovamento e di come alcuni elementi fossero arrivati a un “crepuscolo degli dei” assai inevitabile. Perdere uomini come Djimsiti e De Roon, quali punti di riferimento per lo spogliatoio, ha sicuramente il suo peso (al netto del fatto che abbiano deciso di andare via per tutta una serie di fattori).
Operazione personalità per la squadra di Sarri
Serve pensare al presente, e in virtù della gara contro la Juventus e delle parole di Sarri riguardanti la “personalità”. La domanda sorge spontanea: chi potrebbero essere i nuovi leader di questa Atalanta? La risposta a tale quesito va a poggiare su quello che è rimasto del gruppo: da Pasalic a Zappacosta, fino ad arrivare a Sead Kolasinac fortemente elogiato dallo stesso mister. Dall’altra parte essa è solo la cosiddetta punta dell’iceberg.
Atalanta, chi potrebbero essere i leader?
Un leader però deve anche essere un punto fermo nell’11 titolare, ed è lì che si toccano diversi aspetti. Escludendo la momentanea fascia data a Ederson, ci sono sicuramente altri candidati che spiccano: in primis Franck Kessié al quale esperienza e personalità non mancano affatto; poi Marco Carnesecchi le cui prestazioni nella passata stagione tra grandi interventi, carattere e una mentalità vincente non sono da sottovalutare (e il fatto che sia un "figlio di Zingonia" arricchisce questa tesi). Scalvini? Dovrà migliorare molto sotto il profilo della personalità. È comunque necessario che questa Atalanta si strutturi su questo aspetto: tecnicamente puoi anche essere sopra la media, ma non esiste un gruppo senza una guida, al netto delle difficoltà che la Dea sta riscontrando e che dovrà risolvere nel breve periodo.






