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Ceferin: "Stadi vecchi in Italia? Questione di modello, Euro 2032 occasione per migliorarlo"

Ceferin: "Stadi vecchi in Italia? Questione di modello, Euro 2032 occasione per migliorarlo" TUTTOmercatoWEB
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Paolo Lora Lamia
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Paolo Lora Lamia
Oggi alle 09:26Serie A

Il presidente dell'Uefa Aleksander Ceferin, in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha parlato della difficoltà dell'Italia di rinnovare gli stadi come il resto d'Europa: "Non è solo una questione di soldi, ma soprattutto di modello. La maggior parte degli stadi in Italia è di proprietà dei comuni, mentre i club sono soltanto affittuari e quindi non hanno un reale interesse a investire in un impianto non loro. A questo si aggiungono procedure complesse e lunghe, fino alla possibilità di impugnare ogni decisione in tribunale, così i progetti spesso durano più a lungo del mandato di chi li ha avviati. Gli esempi di Juve, Atalanta e Udinese dimostrano che, quando un club rileva lo stadio e ne assume la gestione, i risultati arrivano in tempi relativamente brevi. Per questo credo che Euro 2032 sia l’occasione giusta per migliorare questo modello e che l’Italia, con la collaborazione di istituzioni pubbliche, club e comunità locali, saprà coglierla".

Se contribuisse ad ospitare gli Europei del 2032, l'Italia non avrebbe problemi di qualificazione: "Osservazione forse un po’ cinica, ma capisco il dolore di tutta l’Italia dopo aver mancato tre Mondiali consecutivi: per un Paese con una tale tradizione calcistica è un colpo durissimo. Ma dal 1996 l’Italia non ha mancato nessun Europeo e appena cinque anni fa l’ha vinto. Euro 2032 può essere anche l’occasione per un nuovo inizio della Nazionale, non solo per stadi e infrastrutture".

Chiusura identificando un caso simile all'Italia per crisi sul piano calcistico, strutturale e politico: "Non lo chiamerei “caso Italia”. Il momento è difficile, ma il calcio vive di cicli: è successo anche ad altre grandi nazioni calcistiche, che poi sono tornate più forti. L’Italia ha storia, talento e competenze per fare lo stesso. Servono tempo, stabilità e investimenti, a partire dagli stadi e dai settori giovanili, e serve che ogni componente faccia la propria parte con professionalità e coerenza, nel rispetto di tutte le istituzioni sportive e pubbliche competenti".

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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