Il CEO della Roma: "Vi spiego il silenzio dei Friedkin. Con il nuovo stadio fra i top club"
TMWA Trento è in corso il Festival dello Sport, edizione 2026. Nel corso del panel "La Roma tra presente e futuro" - tenutosi presso il Teatro Sociale di Trento - al fianco di Gian Piero Gasperini sul palco c'è anche il CEO della Roma, John Galantic. Ecco di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoMercatoWeb.com.
Il primo giorno alla Roma?
"Il primo giorno di ritiro entro in pieno calciomercato, un bel battesimo di fuoco. Abbiamo lavorato abbastanza bene sul mercato, ho avuto la fortuna di entrare in un momento positivo dopo la qualificazione in Champions guadagnata. Mio papà da piccolo mi portava allo stadio, ma mai avrei immaginato di tornare qui in questo ruolo".
Il tuo giocatore preferito?
Il primo è il capitano, Totti. Nel passaggio spalle alla porta era inspiegabile. Poi momenti come
Dov'eri quando Falcao era alla Roma?
"A Boston. Ma mi hanno avvertito contro l'Atalanta che mi devo controllare meglio. Mi sono trattenuto tanto, ma quando ho visto la palla di Soulé entrare ho perso la testa e non capivo più niente".
Ci parli dei Fredkin?
"Li ho conosciuti durante la transazione dalla vecchia proprietà. Mi hanno colpito per l'entusiasmo per questo progetto. Per un italiano, specialmente un romano, è difficile capire chi resta in silenzio e lavora dietro le quinte. Dan ha avuto risultati incredibili in ogni settore. Ma fra tutti i settori ho visto che quello cui dedica più tempo in assoluto è la Roma. Se cercate una sua intervista in America, non la trovate: lui è così, bisogna rispettare la sua riservatezza. Prima, durante e dopo le partite loro sono molto coinvolti. Non fai quegli investimenti se non sei convinto e coinvolto".
Che scelta è stata per te la Roma?
"Non è stata una mossa per la carriera, più per passione e convinzione. La passione non basta, ci vuole anche la convinzione di poter vincere qualcosa. Ho avuo la convinzione dalla proprietà, per l'impegno e le risorse che si potesse fare davvero qualcosa di grande. È stata una scelta facile".
I Friedkin hanno già speso più di un miliardo di euro per la Roma. Come si costruisce un progetto sostenibile?
"Non si può vivere di plusvalenze, prima o poi sbagli mercato, succede a tutti, bisogna costruire talenti in casa. Abbiamo 3 progetti: rinnovamento delle giovanili, Poi ci vuole l'Under 23 per aiutare il salto in prima squadra. Poi ci sono sinergie con la squadra di Cannes in Francia, che produce molti talenti. Ogni anno vogliamo mettere nuovi giocatori cresciuti in prima squadra, monetizzare con altri. Fra 4 anni poi lo stadio cambia tutto, a livello fatturato ci farà fare un salto".
Un colpo dal mercato?
"Vediamo se ci sono opportunità, vogliamo far crescere la squadra".
Con lo stadio, la Roma sarà fra i top club europei?
"Direi di sì. Non vedo l'ora di far vedere un po' di più. La proprietà ha studiato bene i migliori stadi del mondo, abbiamo diversi molo interessanti ed entusiasmanti per creare l'atmosfera. Immaginiamo la Curva Sud molto meno dispersiva e molto più condensata. Sui Friedkin: è il quarto tentativo di fare lo stadio. Lo hanno fattto in silenzio. Ogni tanto il silenzio è d'oro".
Come vedi il secondo secolo della Roma?
"Siamo in una fase di grande crescita che promette bene per il futuro".
Altre notizie Serie A






