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Como, il resp. del settore giovanile "Gli italiani? Li vogliamo creare noi per la prima squadra"

Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
Oggi alle 11:08Serie A
08.10.2026 11:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il Corriere della Sera ha intervistato Osian Roberts, ossia l'uomo a cui il Como ha affidato il settore giovanile. E spiega il metodo di lavoro dei lariani per costruire i futuri giocatori pronti per la prima squadra. Roberts è stato l'artefice con il suo lavoro della rinascita calcistica della nazionale gallese e dell'esplosione di quella marocchina, essendo stato il responsabiole dell'accademia di Rabat voluta dal re.

Su cosa si deve lavorare in Italia?
"Noi pensiamo al Como. Poi se così facendo aiutiamo il calcio italiano, tanto meglio. Vogliamo fare un calcio creativo, propositivo, senza pensare solo al risultato: perché un allenatore dell'U15 dovrebbe perdere il posto per una sconfitta? Noi valutiamo la prestazione, Fabregas non chiede mai i risultati ma guarda tante partite dei ragazzi".

Sui pochi italiani in squadra, Roberts spiega che nel caso della prima squadra non c'erano giocatori che potessero fare al caso del Como. Tuttavia la macchina del settore giovanile si è già mossa per avere uno zoccolo duro azzurro: "La nostra sfida è creare un nucleo di italiani che possa giocare un giorno in prima squadra". Tra i metodi utilizzati c'è anche quello del responsabilizzare i ragazzi, prendendo spunto dall'ultima partita dell'U17 dei lariani:

"Sono andati in svantaggio, poi hanno rimontato e nella ripresa e hanno segnato altri gol. Uno dei nostri attaccanti più forti non riusciva a trovare lo spazio giusto per ricevere il pallone. Nell'intervallo l'allenatore non gli ha dato la soluzione del problema, ma gli ha chiesto come si poterva risolverlo. E il ragazzo ha dovuto sforzarsi di pensare alla via d'uscita e a metterla in pratica, accentrandosi molto di più. Questa è solo una delle tante situazioni che aiuta a diventare un calciatore pensante. Ed è l'approccio che vogliamo. Del resto in prima squadra abbiamo un allenatore che a 16 anni lasciava l'Academy del Barcellona per debuttare in Premier...".

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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