Il Cagliari, il sogno e il grande incubo. Tommaso Giulini fa pace con la sua tifoseria
Dodici mesi fa il buio. La retrocessione in Serie B a sei anni dall'ultima partecipazione al torneo cadetto era stata vissuta a Cagliari come una delle delusioni più cocenti della storia recente. Con l'arrivo di Tommaso Giulini, dopo la lunga gestione di Massimo Cellino, avrebbe dovuto portare ad un consolidamento del club fra le 20 più importanti d'italia e, invece, ecco il baratro della B. Un abisso che sembrava aver rotto in via definitiva il rapporto fra il numero uno rossoblù e la piazza.
Dodici mesi dopo la luce è tornata in Sardegna. Cagliari è tornato in Serie A, con un Claudio Ranieri nel ruolo di condottieri, ma con lo stesso Giulini che ha saputo, da buon presidente e manager, invertire la rotta quando ha capito che la nava stava per mancare l'approdo.
La rivoluzione di fine 2022 con gli addii del ds Stefano Capozucca e del tecnico Fabio Liverani (oltre che di altre figure in organigramma) ha dato, infatti, la scossa che serviva alla squadra e a tutto l'ambiente per riprendere il cammino.
Adesso con la Serie A di nuovo in mano, però, è certo il momento di accontentarsi. L'idea iniziale, di un Cagliari protagonista vero della massima serie, deve riprendere come previsto. La B è stato un incidente di percorso, gestito al meglio e risolto nel minor tempo possibile. Perché il rapporto fra la città e Giulini si può considerare definitivamente ricomposto.






