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Il Galatasaray è più di un miracolo. Chi c'è dietro la creazione di un capolavoro

Il Galatasaray è più di un miracolo. Chi c'è dietro la creazione di un capolavoroTUTTO mercato WEB
Marco Conterio
Oggi alle 07:15Serie A
Marco Conterio

La Turchia non è un luogo comune. Una volta nella vita, una partita in uno stadio turco è un'esperienza da provare. Farlo in quello del Cimbom è qualcosa d'estremo. 'Non ho mai sentito fischiare così forte il possesso palla di una squadra avversaria' ha scritto negli scorsi giorni sui social l'amico e collega Gianluca Di Marzio, a bordo campo per la gara da tregenda della Juventus, 5-2 per il Galatasaray. Che non è più quello dell'Imperatore, Fatih Terim, delle stelle da ancient regime alla Didier Drogba a giocatori pagati a peso d'oro, a stelle attirate col progetto, con un allenatore che è tra quelli forse (ora) meno chiacchierati ma più interessanti del panorama internazionale.

Il club del Presidente Dursun Ozbek ha un direttivo operativo e un architetto alle spalle che è stato chiave e centrale nel regalare sogni, decolli e atterraggi al Galatasaray. La Turchia non è un luogo comune. Già. Perché quando un grande calciatore atterra all'aeroporto di Istanbul, ci sono decine di migliaia di tifosi pronti ad accoglierli. E insieme a loro, acclamato come loro, c'è sempre stato George Gardi. Agente e intermediario prima, consulente internazionale per grandi società adesso, ha lavorato (anche) a stretto contatto col Gala per i grandissimi colpi.

Prendere Victor Osimhen a più di 70 milioni. Convincere Mauro Icardi a sposare il progetto Gala. Strappare alla concorrenza di Bayern Monaco e Arsenal un campione come Leroy Sané. Da Davinson Sanchez a Lucas Torreira, da Dries Mertens fino a tutti gli altri top players di livello mondiale che hanno vestito e vestono oggi la maglia del Cimbom c'è la regia di Gardi. Che negli scorsi giorni, in una delle pochissime interviste da lui concesse, si è confrontato per oltre un'ora con Sky Deutschland. "E' vero che arrivo con le stelle ma non tutti sanno il lavoro e le lunghe negoziazioni che si nascondono dietro ogni trasferimento. Lavoriamo come una squadra, c'è il supporto decisivo e importante del Presidente, che ha grandi ambizioni, del Vice Presidente e del tecnico. Con alcuni di questi trasferimenti, quando ho iniziato, tutti mi dicevano che sarebbe stato impossibile ma con lavoro e strategia, siamo riusciti a fare qualcosa di impensabile. Ed è successo tante volte negli anni e accadrà ancora in futuro", ha avuto modo di spiegare.

E le ambizioni per il futuro? Ancora parola a quello che si definisce "come la persona pronta a intervenire se c'è da fare un'analisi di mercato, una negoziazione, da costruire una squadra, da seguire o consigliare un giocatore nella sua carriera", nella fotografia del Gala visto da vicinissimo. "Le ambizioni sono davvero molto alte ma non posso parlare delle ambizioni del club, posso dire le mie. E se continuerò a lavorare col club, posso dire che sono arrivare alle fasi finali della Champions League e magari per il 2029, partecipare al Mondiale per Club e continuare a portare giocatori importanti alle giuste condizioni". Sognare non costa niente. Anche perché il Gala ha vissuto di solidissime realtà, di campioni che erano solo nei sogni del club di Istanbul. Ne sa qualcosa la Juventus...

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