Inter, Luis Henrique: "In Italia sto imparando molto sulla tattica, il Brasile è un obiettivo"
Luis Henrique ha rilasciato un'intervista a Folha de S. Paulo parlando così del suo ruolo di laterale a tutta fascia nel 3-5-2 di Chivu: "Ottima esperienza, un grande apprendimento. È un ruolo che richiede molto sia fisicamente che in termini di concentrazione, perché devo dare una mano in fase difensiva, senza però perdere le mie caratteristiche offensive. Mi piace avere la libertà di attaccare, sfruttare la mia velocità, cercare le situazioni di uno contro uno e avvicinarmi all'area. Sono sempre stato un giocatore più offensivo, quindi mi piace essere coinvolto nelle azioni d'attacco. Sto comprendendo sempre meglio il ruolo dell'esterno e credo che questo mi stia aiutando a crescere come giocatore".
Cosa deve imparare un giocatore per passare da una posizione offensiva a un ruolo che richiede una responsabilità difensiva significativamente maggiore?
"La cosa più importante è essere disposti a imparare. Quando si cambia ruolo, bisogna capire che non si tratta solo di correre di più o di marcare con grande intensità. C'è un intero aspetto tattico, che riguarda il posizionamento, la copertura e la lettura del gioco. Bisogna sapere quando pressare, quando chiudere in area e quando si può passare all'attacco. Per me, è stato fondamentale ascoltare gli allenatori e i compagni di squadra e capire di cosa la squadra ha bisogno da me".
Sulla sua crescita personale ha aggiunto: "In Brasile ho imparato molto sulla creatività, l'improvvisazione e un modo di giocare più naturale. In Francia ho sperimentato uno stile di calcio molto intenso, fisico e veloce. In Italia sto imparando molto sulla tattica. Qui c'è una grande attenzione al posizionamento, allo spazio e alla lettura di ogni momento della partita. Brasile? La Nazionale è un obiettivo. Ogni giocatore brasiliano che raggiunge questo livello sogna di indossare la maglia della nazionale. Seguo i giocatori di questo gruppo e so che c'è molta qualità. Nell'ultima convocazione sono stati chiamati Wesley e Matheuzinho e so che sono grandi giocatori. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche, e io devo concentrarmi sullo sviluppo delle mie".
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