L'Italia ha un centrocampo che funziona, per qualità e uomini. E anche Barella ora rischia
TMWHa ruotato uomini e interpreti Roberto Mancini, nel suo fin qui breve percorso da commissario tecnico bis della Nazionale italiana. E lo ha fatto soprattutto a centrocampo, dove nelle 4 sfide di Nations League giocate sono stati impiegati, per i tre ruoli del centrocampo, sei giocatori diversi.
Tonali il punto fermo
Fra le varie rotazioni, uno più degli altri è sembrato al centro del villaggio azzurro: quel Sandro Tonali passato in estate al Tottenham e che in Nazionale ha giocato la prima sfida mezzala per poi traslocare al centro della manovra con compiti ibridi di regia. Ha giocato le prime tre da titolare, prima di tirare parzialmente il fiato nella quarta entrando dalla panchina. Per impiego bene anche Nicolò Fagioli, uno che la maglia dell'Italia non la indossava da due anni: assente alla prima per un fastidio fisico, titolare con ottime prestazioni con Turchia e Francia da mezzala. Quella posizione in cui gioca anche Davide Frattesi, presente in tutte le quattro sfide con due titolarità.
Barella ha perso minutaggio
Nel mezzo due gare da titolare anche per Alessandro Romano, regista designato del futuro azzurro. Mentre Nicolò Barella, fin qui un intoccabile, è partito titolare solo due volte, col Belgio e alla seconda con la Turchia. Nel mezzo una non convocazione a Bursa e metà secondo tempo con la Francia. Il posto assicurato, insomma, non c'è più. Anche perché l'ultima gara ci ha fatto vedere quanto e come Issa Doumbia possa incidere nel ruolo di mezzala. Per lui 4 presenze su 4, con la gara di ieri da titolare per la prima volta.
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