Kean resta al centro del mondo Italia. Anche se Mancini ha scelto per lui un utilizzo alquanto curioso
TMWHa saltato l'ultima contro la Turchia, Moise Kean. Il centravanti del Como non aveva recuperato dal problema accusato contro la Francia e così Mancini ha preferito lasciarlo fuori, consentendogli di lasciare il ritiro per tornare sulle rive del lago e rimettersi a posto (o almeno provarci) per il campionato.
Un'assenza che non ha pesato sul risultato finale contro la squadra di Montella, fortunatamente. Anche perché là davanti lo spazio per il giocatore del Como è sempre stato quantomeno particolare, quantomeno diverso rispetto a quello a cui siamo sempre stati abituati. Perché Kean già contro il Belgio era stato impiegato da esterno destro, con Pio Esposito riferimento centrale dell'attacco.
Nella prima gara di questa sosta per la Nations League non è andata bene, anzi. Poi è arrivata la panchina con la Turchia, nella prima delle due. Quindi i 90 minuti contro la Francia, ancora una volta da esterno a destra. Un po' meglio, ma il ruolo non sembra quello giusto. Perché Kean a inizio carriera ha fatto anche l'attaccante più defilato, la seconda punta, ma il suo percorso di formazione calcistica lo ha portato a fare il centravanti. A cercare sempre e comunque la profondità, a cercare la porta. E da lì, dalla corsia destra, viene fuori un giocatore fortemente depotenziato. E l'errore davanti a Maignan contro la Francia è l'esempio più lampante. Perché in fondo si tratta pur sempre di un giocatore da 13 gol in 28 apparizioni in azzurro.
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