La Juve è ancora Dybala-dipendente e Allegri non può fare a meno di lui nel finale di stagione
Due giorni off per staccare la spina, godersi qualche ora in famiglia e ricaricare le batterie. È stata questa la scelta di Massimiliano Allegri che, al rientro dalla vittoriosa trasferta di Cagliari, ha concesso alla squadra domenica e lunedì di riposo dando appuntamento alla ripresa dei lavori al centro sportivo della Continassa per la giornata di oggi. Fra gli altri, ci sarà anche Paulo Dybala, che a fine stagione lascerà la Vecchia Signora dopo sette anni, ma che, oggi, resta ancora il giocatore più decisivo, al pari di Cuadrado, per la produzione offensiva bianconera.
La pericolosità della Juve è ancora Dybala-dipendente.
La trasferta vinta nel capoluogo sardo è stata emblematica: le fonti di gioco nella creazione di pericoli alle squadre avversarie sono due in casa bianconera e corrispondono ai nomi di Juan Cuadrado e Paulo Dybala. E se il primo resta in trattativa per allungare di più anni (sabato è scattato il rinnovo automatico, alle stesse condizioni fino al 2023, raggiunto con le 40 presenze stagionali), con riduzione dell’ingaggio, il proprio legame con la Juventus, per il secondo i discorsi sono stati chiusi a tripla mandata, con esito negativo, ormai una ventina di giorni fa. Ed è proprio la partenza dell’argentino a destare qualche dubbio, dal punto di vista prettamente di campo, consideratane la decisività. A Cagliari, oltre alla diverse conclusioni in porta, il numero 10 ha sostanzialmente risolto la pratica con un movimento fra le linee e una verticalizzazione per Vlahovic coi giri contati. Un esempio che riassume alla perfezione il concetto: oggi la Juventus è, quasi totalmente, Dybala-dipendente con il pallone tra i piedi.
Dall’anno prossimo senza l’inventiva del dieci, Allegri può già provare a fare a meno di lui?
Sono 31 le presenze stagionali della Joya che è ancora capocannoniere (13 gol al quale ha aggiunto 6 assist) in una Juventus che fa incredibilmente fatica ad andare in rete, nonostante, quantomeno in Serie A, un potenziale invidiabile, con il decimo attacco del campionato (49 gol in 32 gare) ossia il peggiore della parte sinistra della classifica. Juve che ha fatto a meno di Dybala nella stagione per le note problematiche fisiche (2100 i minuti stagionali, comunque in media coi compagni eccezion fatta per Szczesny, De Ligt, Cuadrado, Locatelli, Morata e Rabiot) ma che, oggi, sembra non poter, con costanza, prescindere da lui. E se il futuro porterà qualcosa dal mercato, in questo momento Allegri ha già chiaramente spiegato che punterà su di lui fino al termine della stagione corrente, senza andare alla ricerca di soluzioni alternative testabili per la Juventus che sarà. “Se ha senso continuare a insistere su Dybala che è fuori dal progetto?, - ha raccontato qualche giorno fa, - In questo mese e mezzo abbiamo tempo per lavorare ma allo stesso tempo abbiamo obiettivi da raggiungere. Tutti i giocatori che ho devono dare il loro contributo per raggiungere gli obiettivi, indipendentemente da che uno rimanga o vada via”. Dunque ancora Dybala, poi da giugno si vedrà.






