Non si dorme a casa Esposito: la notte da incubo dei fratelli di Bari, Spezia e Italia U20
Alla fine, come direbbe Pep Guardiola, è come lanciare una monetina. Quando si tratta di finali, che si parli di un Mondiale U20, di un playoff di Serie B o di uno spareggio-salvezza sul palcoscenico della Serie A, è così. In una gara secca contano tanti fattori e una componente decisiva risiede nella fortuna. E di fortuna ne hanno avuta davvero poca in famiglia, gli Esposito, da Castellammare di Stabia ma trapiantati a Brescia, in una domenica che poteva essere bestiale, invece si è rivelata un disastro.
Seba gira, Pavoletti gli rovina la festa
La notte da incubo comincia intorno alle 22:25, quando al San Nicola di Bari Leonardo Pavoletti, a due minuti dallo scadere, rovina una festa già pronta (il Bari aveva due risultati su tre) e colpisce il cuore a quasi 60mila presenti. Tra questi, in campo, con la maglia dei galletti addosso, Sebastiano Esposito, il primo del trio di fratelli più celebre nell'attualità del calcio italiano. La cui prestazione non è stata manco male, ma conta poco. Lui e il Bari sono beffati, le lacrime fanno da cornice a una serata dall'epilogo tragico.
Salvatore, una notte da dimenticare da ogni punto di vista
Diversi chilometri più a nord, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, si gioca l'ultimo atto della Serie A: lo Spezia di Salvatore Esposito contro l'Hellas Verona. Altra gara secca. E altra delusione per gli Esposito. Gli uomini di Semplici perdono la partita e la categoria, traditi proprio dai centrocampisti, classe 2000 ex SPAL compreso: nullo in regia, disordinato con il pallone tra i piedi, falloso e impreciso su punizione. Per Salvatore, cresciuto all'Inter come i fratelli ma il cui cartellino appartiene per intero allo Spezia, si riaprono le porte della Serie B.
Un incubo, dall'inizio in panchina al gol finale: ahia, Francesco Pio
Poco prima delle 23, quindi, le speranze della famiglia Esposito - accompagnati stavolta da tutti gli italiani - dimorano tutte nei piedi di Francesco Pio. Ma la prima brutta notizia arriva subito: dopo un Mondiale Under 20 da titolare, il bomber dell'Inter Primavera viene lasciato in panchina dal c.t. Nunziata, gli viene preferito Pafundi che è in forma. O almeno dovrebbe esserlo. Perché il campo, in realtà, dice ben altro. L'Italia si ferma a un passo dalla gloria e cade in finale con l'Uruguay. Francesco Pio Esposito subentra a Pafundi sullo 0-0, ma come il fratello maggiore Sebastiano viene burlato dal destino, investito da una maledizione, e gli azzurrini si fanno battere di misura a una manciata di minuti dal termine. E scoppiano a piangere, Esposito compreso. Uguale agli altri due. Mal comune mezzo gaudio? Non se c'è di mezzo la famiglia. Nessuno dei fratelli Esposito fa festa. Sebastiano, Salvatore, Francesco: un celebre artista di quelle parti, il grande Eduardo De Filippo, avrebbe detto "Adda passà 'a nuttata".






