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Palladino: "Commisso un papà, Berlusconi un geniale visionario. E sulla famiglia Percassi..."

Andrea Piras
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Andrea Piras
sabato 4 aprile 2026, 12:08Serie A
04.04.2026 12:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Nel corso della sua intervista con l'edizione odierna del Corriere della Sera, il tecnico dell'Atalanta Raffaele Palladino ha parlato del suo passato alla Fiorentina: "Sono stato benissimo a Firenze, abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre. Sessantacinque punti, non so quando riusciranno a rifarli. Auguro loro di salvarsi e di centrare ancora quest'obiettivo.

Sono andato via, vero, con una telefonata. Con i dirigenti avevamo visioni completamente differenti. Io li scelgo i manager, il binomio si deve incastrare, è fondamentale per ottenere risultati. Ho fatto una cosa forte, ma io non alleno per soldi ma per ambizione, lì non c'erano più i presupposti. Pensavano che avessi già una squadra, i fatti hanno detto il contrario".

Del suo rapporto con Commisso ha proseguito: "Un papà, persona di una umanità incredibile, sincero e leale, molto legato alla famiglia. All'epoca mia madre non stava bene e mi è stato vicino. Infine un passaggio anche su Silvio Berlusconi: "Un geniale visionario. Sempre un passo avanti, ricordo le cene ad Arcore ogni giovedì con Galliani, ascoltavo e imparavo. Anche scegliermi al Monza fu una genialata visti poi i risultati che abbiamo raggiunto".

Chiosa con la famiglia Percassi? "Nella mia vita da calciatore e allenatore non ho mai conosciuto una famiglia come la loro. L'Atalanta è come un figlio, ci tengono in maniera passionale, amorevole. I Percassi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via da Zingonia".

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