Radrizzani e la Serie A: "Ben vengano le proprietà americane se ci aiutano con i diritti tv"
In una lunga intervista concessa a Calcio e Finanza, Andrea Radrizzani ha parlato del diritti tv: "La Lega deve capire qual è la realtà del mercato per evitare una situazione drammatica come quella francese (con il fallimento del progetto Mediapro, ndr). Quindi proteggere e allo stesso tempo essere realisti. In particolare non penso che se la Lega oggi dovesse creare un suo canale, otterrebbe più dei 2 milioni di clienti di DAZN. E nello stesso tempo non penso che in DAZN siamo stupidi e che investiamo centinaia di milioni in una piattaforma prendendoci tutti i rischi del caso e poi non riusciamo a crescere più di poche migliaia di persone ogni anno. Ormai lo zoccolo duro dei tifosi abbonati è questo. Quindi per crescere bisogna innovare con servizi nuovi per la parte alto spendente della clientela, quelli che possono consumare e spendere di più. La comunità che ha potere di consumo fino anche a 100 euro al mese, offrendo accessi completamente esclusivi, innovativi, chat con i giocatori, solo per ipotizzare alcune cose. Nello specifico, la parte alta della piramide può spendere anche di più, mentre quella bassa o media non si interessa così tanto da spendere, quindi bisogna portarla dentro con pacchetti diversi o sulla partita singola.
Secondo l'ex proprietario del Leeds bisogna "trovare una soluzione a medio-lungo termine, con un partner industriale come può essere proprio DAZN. Una piattaforma come DAZN e la Serie A dovrebbero creare una joint venture e lavorare per 10-15 anni insieme sulla creazione di valore, il che significa fare marketing insieme, curare l’aspetto editoriale, la parte relativa ai content creator e agli influencer. Perché oggi il mondo non è più su un media solo, la televisione. Va creato un approccio integrato tra le parti che porti anche a un aumento degli introiti sui contenuti. La Serie A fa calcio di lavoro, DAZN fa media, va creata una joint venture che abbia questo obiettivo, ma con un orizzonte molto più ampio. Perché se l’arco temporale è di tre o cinque anni, ed è solo quello di comprare i diritti e venderli all’utente, secondo me non si crea valore".
Infine un commento sulla proprietà americane: "Sicuramente le proprietà americane che vedo in Italia conoscono bene il business, i media e l’importanza della pianificazione e dell’approccio industriale. Se DAZN creasse una joint venture con la Serie A, oltre che a beneficiarne a livello domestico nel tempo, avremmo risvolti positivi anche sul fronte internazionale, dove la Serie A non sta facendo bene. Faccio un esempio banalissimo: se oggi sei italiano e sei all’estero, non puoi vedere la Serie A in italiano in quasi tutto il mondo, se non in maniera illegale. Quindi se ci sono proprietà americane che ci aiutano in tal senso ben venga".
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