Ranieri rinnova con la Fiorentina, l'agente: "Mai pensato di lasciare Firenze"
Mario Giuffredi, agente del difensore della Fiorentina Luca Ranieri è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola per commentare il rinnovo di contratto del centrale dei gigliati, anticipato dallo stesso ranieri nella giornata di ieri
"Luca sono anni che sta bene alla Fiorentina, l'anno scorso è stato uno dei giocatori importanti per uscire fuori da un momento difficile. Chi è arrivato come Paratici ne ha apprezzato le qualità tecniche e quelle umane, quindi ha voluto dare seguito a un percorso che va avanti molto anni. Tutto figlio del lavoro che Luca ha fatto l'anno scorso e che Paratici ha apprezzato".
Conferma la scadenza nel 2029 con opzione per il 2030?
"Sì, assolutamente. Non entro nei dettagli del contratto però per rispetto della situazione".
Ma si può parlare di matrimonio a vita?
"Luca a Firenze è cresciuto come uomo e calciatore, e credo abbia il piacere di stare a lungo alla Fiorentina finché il calciatore è stimato. La sua intenzione è continuare quanti più anni possibile, poi parlare di contratti a vita nel calcio non esiste. Siamo tutti in discussione. Ma l'intenzione è restare più anni possibile".
A gennaio scorso c'era la possibilità che Ranieri lasciasse la Fiorentina?
"Assolutamente no. Perché solo i vigliacchi potevano lasciare la Fiorentina in quella situazione. E siccome Luca è un ragazzo di grandi principi, lui non ha mai pensato di lasciare Firenze. Chi ha pensato di andarsene vuol dire che non voleva bene alla squadra. Troppo facile abbandonare quando le cose vanno male".
Che parole descrivono meglio Ranieri?
"L'intelligenza, perché in campo rende tutto più semplice e meno eclatante grazie a quella qualità. Ritengo Luca un giocatore altamente sottovalutato sia dagli addetti ai lavori che da tutto il mondo del calcio. Grazie alla sua intelligenza riesce ad essere funzionale".
Avrebbe meritato qualcosa in più in Nazionale?
"Credo di sì. Ha fatto anni importanti anche in situazioni difficili, restando sempre a fare il suo con intelligenza e qualità. Mi sarei aspettato qualche chiamata in più dall'Italia. Basti ricordare quando lo chiamò Spalletti in una fase delicata per la Nazionale, all'ultimo, e lui fece bene. Questo fa capire l'intelligenza e la personalità di questo calciatore".
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