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Totti compie 50 anni: "Il giorno più brutto quando ho smesso. Ho avuto paura del dopo"

Totti compie 50 anni: "Il giorno più brutto quando ho smesso. Ho avuto paura del dopo" TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026
Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
Oggi alle 08:26Serie A
Francesco Totti ripercorre la sua carriera e racconta le emozioni dell'addio al calcio: "Non ero pronto, ho fatto i conti con il vuoto".

Nel giorno dei suoi 50 anni, Francesco Totti si racconta in una lunga intervista al Corriere dello Sport, tornando sui momenti che hanno segnato la sua vita con la Roma. Il ricordo più bello coincide con l'esordio: "Il momento calcistico più bello proprio il 28 marzo di trentatré anni fa. Perché l'esordio è quello che tutti i ragazzi, tutti i bambini hanno come sogno ricorrente. Fortunatamente sono riuscito a realizzarlo e a dargli un seguito". Alla base di tutto, soprattutto il divertimento: "Mi sono sempre divertito. Anche quand'ero piccolo e giocavo nella Primavera con Botticelli, io a quattordici anni con quelli del '72 e del '70. Ero mingherlino al punto che mi chiamavano gnomo perché non crescevo".

Totti: "Il giorno più brutto è stato quello in cui ho smesso"

Il ricordo più doloroso è invece legato inevitabilmente all'addio al calcio: "Il più brutto, tolti gli infortuni che fanno parte del percorso, è stato il giorno in cui ho smesso. Quando ho chiuso per sempre". Totti ammette anche le difficoltà nell'immaginare una vita completamente diversa: "Ho avuto paura, sì, anche perché quando volti pagina non sai ancora cosa troverai. E quando sei abituato a determinate cose e capisci che non potrai più ripeterle fai i conti con il vuoto. E lo devi riempire con tanto altro".

L'addio alla Roma: "Nonostante tutto non ero pronto"

Tra le immagini più forti resta quella di Totti seduto sui gradoni del tunnel dell'Olimpico prima dell'ultimo ingresso in campo. Un momento nel quale il numero 10 ripercorse un'intera vita: "Lì ho ripensato a tutti i venticinque anni con la Roma, la stessa maglia, la mia gente. Ma soprattutto che dal campionato successivo non avrei iniziato il ritiro, non avrei affrontato la prima partita all'Olimpico, provato le emozioni più forti. Sarei stato qualcos'altro e nonostante tutto non ero pronto. Sono, o ero, un istintivo. In campo e fuori".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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