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Zola: "Maradona mi indicava come suo successore. Io ci ho provato, ma era impossibile"

Simone Lorini
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Simone Lorini
venerdì 11 settembre 2026, 12:28Serie A
11.09.2026 12:28Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Gianfranco Zola, ex attaccante di Cagliari, Parma, Napoli e Chelsea ha parlato della sua carriera nel corso di una intervista al Guerin Sportivo, tornando anche si suoi trascorsi azzurri, dove potè imparare da Maradona: "Diego mi ha aiutato tanto, indicava me come suo successore. Sapevo che nessuno poteva riuscire nell’impresa, ma ho dato il massimo. Passaggio non semplice, quindi, però la gente mi voleva bene...".

I tifosi partenopei ti accusarono di “tradimento”, quando passasti al Parma...
"Erano molto legati a me e io a loro, lì per lì pensarono a una fuga. La verità era ben diversa: il club navigava in cattive acque, così oltre a me cedette Ferrara, Fonseca e altri. Chiarì subito che non era stata una mia scelta e tornò il sereno: io amavo (amo) Napoli e Napoli continuò ad amare me".

Al Tardini diventi subito un idolo, poi arriva Ancelotti e tu - a trent’anni - ti trasferisci al Chelsea assieme a un certo Luca Vialli...
"Non è stato semplice, inserirsi in una realtà che funzionava alla grande: il Parma aveva vinto la Coppa delle Coppe, io arrivai per compiere un ulteriore salto di qualità. Quella squadra non prevedeva il fantasista, non giocavamo bene, ma dopo qualche tempo giocai più da attaccante con Asprilla, e le cose migliorarono: ero più vicino alla porta, segnai un sacco di gol toccando il mio record in A. Poi, dopo tre anni e mezzo, capitò l’opportunità di andare al Chelsea. Io ero reduce da un Europeo andato male, accettai questa nuova sfida e la società mi assecondò... Ripartire a 30 anni magari non è semplice, ma è solo una questione di stimoli. È in quei momenti che arrivi ad attingere risorse che non pensavi avere".

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