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Pasquale Fiore e la solitudine dei numeri 12, il ricordo di amici e colleghi

Pasquale Fiore e la solitudine dei numeri 12, il ricordo di amici e colleghi
Oggi alle 08:30Altre Notizie
Redazione TMW

Pasquale Fiore , classe 1953, nato ad Agnano, fu il primo portiere napoletano della storia ad indossare la maglia azzurra, con un baffo che privilegiava il suo fascino, era un uomo di spogliatoio. Sposato con la veneziana Nives Bona, donna straordinaria, negli anni trascorsi a Napoli frequentava la magica Curva B davanti ai tamburi. Poche presenze nel Napoli in campo, solo tredici volte in prima squadra tra campionato e Coppa, ma una cifra in panchina per tanti anni. Centinaia e centinaia di presenze nel settore giovanile del Napoli iniziando da bambino fino ad arrivare in prima squadra. Nel 1975 il portierone partenopeo conquista il Torneo di Viareggio con la Primavera, unico della storia dei partenopei. Mister Vinicio se lo portò subito in prima squadra, contemporaneamente il Napoli acquista per la cifra record di due miliardi Beppe Savoldi.

Manuel Parlato:
Pasquale Fiore lo vedevi soprattutto sulle figurine Panini e pensavi: con Castellini davanti, quante partite potrà mai giocare?
Era l’epoca dei portieri titolari e degli eterni dodicesimi.
La Juventus di Zoff aveva Bodini, l’Inter di Bordon aveva Cipollini, il Napoli aveva Fiore.
Un volto iconico tra i portieri di riserva, presenza costante e carismatica nello spogliatoio azzurro per tanti anni.
Da Marchesi a Pesaola e Rambone, prima che iniziasse l’era di Maradona a caccia di salvezze rocambolesche conquistate all’ultima giornata.
Un pezzo di quel calcio romantico che non c’è più.
Riposa in pace, Pasquale Fiore

Andrea Corsini:
11 gennaio 1976, stadio San Paolo, Napoli-Bologna 2-2.
Il portiere del Napoli Pasquale Fiore accarezzato dal massaggiatore partenopeo Salvatore Carmando.
Fu una partita da ricordare: il Napoli segnò con Massa il gol numero 2000 della sua storia, ma soprattutto fu l’incontro che segnò il debutto in serie A di Pasquale Fiore, allora ventitreenne e ancora sprovvisto dei suoi iconici baffoni che ne avrebbero fatto la caratteristica distintiva del suo futuro apparire.
Fiore aveva compiuto tutta la trafila nelle giovanili del Napoli, partendo dalla sua sola passione e arrivando ai vertici del calcio italiano: dopo avere vinto il Torneo Giovanile di Viareggio nel 1975, conquistò, l’anno successivo, con gli azzurri la Coppa Italia.
Un autentico grande esempio di tenacia, volontà e talento che ieri ci ha lasciato dopo anni di lotta coraggiosa contro la malattia.
Ciao Pasquale, eri una grande e generosa persona: non dimenticheremo mai il grande portiere che proprio cinquant’anni fa, nel suo San Paolo, coronò il sogno della vita, diventando il primo portiere partenopeo in maglia azzurra.

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