Arbeloa sul momento del Real: "Non è il momento del disincanto, pensiamo a lavorare"
Alla vigilia della sfida contro il Rayo Vallecano, il Real Madrid si prepara a tornare al Bernabéu in un clima carico di interrogativi. Dopo il pesante 4-2 incassato a Lisbona, le parole di Kylian Mbappé ("Non è un problema di qualità o di tattica, ma di fame") hanno acceso il dibattito. In conferenza stampa, Alvaro Arbeloa ha scelto una linea chiara e misurata: niente allarmismi, ma neppure trionfalismi. "Non è il momento né dell’euforia né del disincanto. È il momento di lavorare", ha ribadito più volte.
Il tecnico blanco ha chiesto compattezza anche all’ambiente, auspicando un Bernabéu schierato al fianco della squadra: "Con il nostro pubblico tutto diventa più semplice. Abbiamo bisogno di loro per continuare a lottare per la Liga". Nessuna polemica, dunque, e massimo focus sul presente, al punto da rispondere con un secco "Rayo Vallecano" alla domanda su un possibile nuovo incrocio con José Mourinho, in perfetto stile "pensiamo partita dopo partita".
Sul piano tecnico, Arbeloa non ha nascosto di voler sempre i migliori in campo, confermando di fatto la centralità di giocatori come Courtois, Valverde, Mbappé, Bellingham e Vinicius: "Sono calciatori capaci di decidere una partita in qualsiasi momento". Parole di fiducia anche per Dani Ceballos, finora ai margini: "È un profilo necessario e sarà importante fino a fine stagione".
Quanto alle recenti difficoltà, l’allenatore parla di mancanza di continuità più che di problemi strutturali, sottolineando come il fitto calendario abbia lasciato poco spazio al lavoro quotidiano. "Serve tempo per allenarsi, conoscersi e crescere", ha spiegato.











