Caso Vinicius, Arbeloa: "Ora la Uefa faccia i fatti". Poi a Mou: "Non si può cambiare argomento"
Il tema continua a tenere banco e, in casa Real Madrid, la linea resta durissima. In conferenza stampa Alvaro Arbeloa è tornato sul presunto insulto razzista rivolto nel corso di Benfica-Real Madrid a Vinícius Júnior da Gianluca Prestianni, ribadendo la posizione del club blanco.
“Vinícius è triste, come tutti noi, ed è profondamente indignato. È un atto razzista che non vogliamo più vedere: non ha posto nel nostro sport. Abbiamo una grande opportunità per fare in modo che non resti impunito”, ha spiegato Arbeloa. Nessun timore di esporsi, anzi: “È inaccettabile e non lo tollereremo. Su queste cose ci troveranno sempre dall’altra parte, soprattutto quando coinvolgono un collega professionista. Niente giustifica ciò che è accaduto”.
Il tecnico ha poi raccontato quanto avvenuto in campo: “La decisione di uscire è stata di Vinícius. Se dice di andarcene, andiamo tutti. Sono orgogliosissimo della reazione del gruppo”. Sulle reazioni esterne, comprese quelle di José Mourinho e Vincent Kompany, Arbeloa è stato netto: “Tutti hanno visto cosa è successo. Non possiamo cambiare argomento”.
Ora la palla passa alla UEFA: “È il momento di dimostrare che non sono solo parole. Negli anni hanno fatto un buon lavoro, ora serve un altro passo”. Infine la difesa del numero 7: “Ha segnato un grande gol e lo ha festeggiato come fanno in tanti. Non possiamo trasformare la vittima nel provocatore. Nulla giustifica un atto razzista. Vinícius decide le partite, non ha paura e noi saremo sempre al suo fianco”.











