Caso Vinicius-Prestianni, Guardiola: "Bisogna investire sugli insegnanti, non solo sui calciatori"
Dallo scontro acceso sul terreno di gioco alle stanze dei vertici europei del calcio, la vicenda esplosa durante Benfica-Real Madrid ha rapidamente assunto una dimensione internazionale. Al centro del caso c’è la denuncia di Vinícius Junior, che al termine della partita ha accusato Gianluca Prestianni di avergli rivolto un insulto razzista.
Secondo il racconto dell’attaccante brasiliano, il giocatore del Benfica lo avrebbe apostrofato con l’espressione “scimmia”, coprendosi la bocca con la maglia per evitare di essere colto dalle telecamere. Vinícius ha reagito immediatamente, indicando l’avversario e segnalando l’episodio all’arbitro: immagini diventate virali in poche ore e capaci di riaccendere, ancora una volta, il dibattito sul razzismo nel calcio europeo.
La UEFA è intervenuta con una nota ufficiale per chiarire la propria posizione e annunciare gli accertamenti del caso, mentre il tema ha trovato eco anche nelle conferenze stampa degli allenatori. Tra questi, Pep Guardiola ha preso posizione alla vigilia della sfida di Premier League contro il Newcastle.
“Il colore della pelle non rende nessuno migliore o peggiore. C’è ancora tantissimo da fare nella società, non solo nel calcio. Il razzismo è ovunque: è l’illusione di sentirsi superiori agli altri”, ha dichiarato Guardiola. Poi l’affondo: “La soluzione passa dalle scuole. Dovremmo investire sugli insegnanti e sui medici, non solo sui calciatori. Sono loro le figure davvero centrali di una società”.











