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Coppa d'Africa al Marocco: quel precedente del TAS che lascia poche speranze al Senegal

Coppa d'Africa al Marocco: quel precedente del TAS che lascia poche speranze al SenegalTUTTO mercato WEB
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 09:19Calcio estero
Yvonne Alessandro

Il Senegal non è più campione d'Africa 2025. Ieri sera, nel bel mezzo degli ottavi di ritorno di Champions League, la CAF (Confederazione di calcio africana) ha spiazzato tutti, dichiarando il Marocco in realtà vincitore per la sconfitta 3-0 a tavolino di Koulibaly e compagni, a seguito di un ricorso presentato dopo la finale dello scorso 18 gennaio. Il contenzioso riguardava il comportamento dei senegalesi, che avevano abbandonato il campo per una quindicina di minuti per protestare contro un rigore concesso ai marocchini nel finale del match.

Il precedente
In applicazione degli articoli 82 e 84 del regolamento della Coppa d'Africa (CAN), la CAF ha dunque deciso di "dichiarare la nazionale del Senegal sconfitta per rinuncia, con il risultato omologato sul punteggio di 3-0 in favore del Marocco". Situazione che rimanda ad un episodio simile per certi versi nel 2019. Il Wydad Casablanca, in svantaggio nella finale di Champions League africana con l'Espérance Sportive de Tunis, si era visto annullare ingiustamente un gol per fuorigioco. Nonostante il VAR fosse stato disattivato all'inizio della partita. I giocatori di Casablanca avevano allora lasciato il terreno di gioco per protesta, senza più farvi ritorno.

La decisione finale
Inizialmente, la CAF aveva deciso di far rigiocare la finale in campo neutro, prima che un ricorso dell'ES Tunis davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) cambiasse tutto. Il TAS annullò la decisione della CAF e, qualche mese dopo, l'organo del calcio africano assegnò la vittoria della partita ai tunisini, sanzionando il Wydad Casablanca per aver interrotto la partita. Nonostante il ricorso al TAS, i marocchini non riuscirono a ribaltare la sentenza e l'ES Tunis fu dichiarata vincitrice.

Speranze ridotte al lumicino
Schema esecutivo che rimanda a quello che potrebbe accadere anche con la finale di Coppa d'Africa 2025. Come il Wydad, pure il Senegal ha abbandonato il terreno di gioco per protestare contro una decisione arbitrale. La sentenza emessa dalla CAF ieri sera è dunque coerente con il precedente di quasi sette anni fa. Resta da vedere se anche la futura decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport seguirà le orme del passato.

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