Gallardo si congeda dal River con un successo: "Chi va via da qui, in realtà non se ne va mai"
Una vittoria per chiudere il cerchio, tra applausi, lacrime e parole sincere. Ieri sera, contro il Banfield, Marcelo Gallardo ha diretto l’ultima partita del suo secondo ciclo sulla panchina del River Plate. Il 3-1 finale ha regalato un epilogo dolce a una fase segnata da risultati deludenti e sconfitte pesanti, con il k.o. contro il Vélez Sarsfield come punto di non ritorno.
Il Monumental, aperto tre ore prima del calcio d’inizio, si è trasformato in un tributo continuo al “Muñeco”. Striscioni, magliette con il suo volto e un enorme messaggio "Grazie Muñeco” hanno fatto da cornice a una serata carica di emozione. Il presidente Stefano Di Carlo lo ha ringraziato pubblicamente: "Per il tuo amore e impegno per il River. Per averci reso felici e cambiato la storia per sempre".
In campo, Gallardo ha scelto una formazione simbolica, con nove titolari cresciuti nel vivaio. Dopo il vantaggio di Lucas Martínez Quarta e il momentaneo pareggio di Mauro Méndez, le reti di Sebastián Driussi e Joaquín Freitas hanno chiuso la partita. Ogni gol è stato seguito da un abbraccio al tecnico e dall’ovazione degli 80 mila del Monumental, mentre i fischi erano tutti per i giocatori, ritenuti responsabili della crisi. Al termine, Gallardo ha salutato così: "Semplicemente grazie. Restituire tutto questo affetto è difficile". E ancora: "Non me ne vado davvero. Questo è un luogo magico: uno se ne va, ma non se ne va mai". Un addio che sa di arrivederci.











