L'Atletico crea ma non è efficace come vorrebbe Simeone: "Non è solo colpa degli attaccanti"
L’Atletico Madrid continua a scontrarsi con la dura realtà. Non bastano il possesso palla, le occasioni create e la solidità difensiva: quello che decide sono i gol. Contro il Galatasaray, i colchoneros hanno avuto più possesso (54,6%) ed effettuato 15 conclusioni, di cui 8 nello specchio, ma hanno segnato solo una volta, con il colpo di testa di Giuliano su cross di Ruggeri, per poi subire l’1-1 su un’incertezza difensiva con Llorente protagonista.
Il problema si ripete costantemente: l’Atlético genera occasioni ma il bottino resta misero. Julián Álvarez, capocannoniere con 11 gol stagionali, ha segnato solo in quattro delle 20 gare di Liga e non trova la via del gol dalla trasferta del 1° novembre. "Questo percorso prima o poi darà i suoi frutti", ha commentato Diego Simeone. "Forse basterà un’occasione per vincere. Devono segnare Baena, Giuliano, Johnny Cardoso, sulle palle inattive… Non si può pensare solo agli attaccanti". Simeone, che ha nuovamente sostituito Álvarez, punta a responsabilizzare tutto il reparto offensivo.
Il dato parla chiaro: nei primi cinque match del 2026, l’Atlético ha tirato 85 volte per realizzare appena 5 gol, cioè serve un tiro ogni 17 per segnare. Lo scorso anno il tasso di conversione era quasi triplo (15,6%). In questo momento della stagione, la concretezza diventa essenziale: l’Atlético mercoledì affronterà il Bodo/Glimt dovendo vincere e provare a segnare più gol possibile per centrare la qualificazione diretta gli ottavi.











